Prima ora | Notizie scuola del 19 maggio 2026

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19.05.2026
Aggiornato alle 19:14

Calendario, le scuole primarie riapriranno il 31 agosto ma solo in Emilia Romagna: previste attività “extra” per rispondere alle esigenze dei genitori

Alcune regioni italiane cercano di dare risposte alle esigenze dei genitori con bambini. Una di queste è l’Emilia Romagna, che ha fatto sapere di avere deciso di riaprire le scuole primarie, il prossimo anno scolastico, già lunedì 31 agosto. Fino al 14 settembre ai bambini dai 6 agli 11 anni, però, non si siederanno proprio sui banchi: in quelle due settimane, durante le quali probabilmente saremo ancora in piena estate, per loro sono previste solo attività extra-scolastiche affidate a educatori professionali esterni e operatori del terzo settore. Quindi, rimarrà deluso probabilmente chi, soprattutto nel comparto turistico, si aspettava un’assenso alla proposta di modifica del calendario scolastico presentata dall’ex ministro Daniela Santanché, della quale, però, non era nemmeno stato informato il ministro Giuseppe Valditara (e sulla quale la maggior parte dei docenti su queste pagine si sono comunque espressi in modo negativo).

Secondo l’agenzia Ansa, il modello adottato in Emilia Romagna è, di fatto, quello già sperimentato del pre-post scuola, incentrate su compiti e di mero supporto alla didattica.

Il progetto approvato dalla regione

L’assessora alla scuola, Isabella Conti, ha detto che intervenire sui giorni di lezione obbligatori “avrebbe scontentato una parte sia di genitori sia del mondo della scuola: dopo esserci interrogati per oltre un anno abbiamo deciso di inventare una nuova soluzione”. In questo modo, ha proseguito Conti, “le famiglie potranno avere la certezza che nelle prime due settimane di settembre troveranno conforto nelle proprie scuole e nei propri territori”.

Il progetto regione, hanno fatto sapere le istituzioni, è di tipo sperimentale e può contare per il primo anno su un finanziamento regionale pari a 3 milioni di euro: “si rivolge a una platea potenziale di 100 mila bambini della scuola primaria. L’obiettivo – ha dichiarato Michele de Pascale, presidente della regione – è coprire il periodo più critico per molte famiglie anche in termini economici”.

La sperimentazione partirà in 42 comuni del territorio (tra cui tutti i capoluoghi e diverse unioni montane e interne) per poi essere inserita nella nuova legge regionale, con l’obiettivo di estendere la misura a tutti i comuni della regione il prossimo anno. Per rendere il progetto strutturale, l’investimento stimato è di circa 10 milioni di euro l’anno.

Le date dell’inizio ufficiale regione per regione

Per quanto riguarda, invece, il ritorno sui banchi effettivo, gli alunni della provincia autonoma di Bolzano saranno i primi in assoluto ad entrare in classe, il prossimo 7 settembre; il 10 settembre toccherà a quelli della Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Trento e del Veneto; per gli alunni e i docenti di Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria le lezioni 2026/27 prenderanno il via lunedì 14 settembre, mentre a quelli di Calabria, Lazio, Toscana e Sicilia toccherà il giorno dopo (martedì 15); in Basilicata e Sardegna la prima campanella tornerà a suonare il 16 settembre, mentre agli studenti della Puglia toccherà prendere il via il 17 settembre.

Le regioni non incluse nell’elenco non hanno ancora deliberato le date del prossimo anno scolastico: entro pochissimi giorni, però, anche loro ufficializzeranno inizio, fine e festività dell’a.s. 2026/2027.

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