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Scuole del futuro inaugurate a Torino

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Pensando alla crisi del welfare e dove reperire risorse, sarebbe il caso di guardarsi intorno e comprendere la possibilità di una “terza via” per creare sviluppo.

Occhio dunque alle fondazioni bancarie create con la legge Amato del 1990 che fanno proprio al caso e che a Torino con l’inaugurazione delle scuole Medie Pascoli Fermi e Pascoli a conclusione del progetto “Torino fa scuola” hanno portato una importante testimonianza in questa direzione.

“Alla presenza di numerose autorità locali e dei cittadini, –
fanno sapere dalla Compagnia di San Paolo – l’inaugurazione, che si è svolta con una duplice cerimonia nelle due scuole, ha visto gli interventi della Sindaca di Torino, Chiara Appendino, del Presidente di Fondazione Agnelli, John Elkann, del Presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo. Il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, Fabrizio Manca, ha portato il saluto del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. Le due comunità scolastiche, già al lavoro da settimane, guidate dai due dirigenti scolastici, Laura Di Perna (Pascoli) e Giorgio Brandone (Fermi), hanno accolto gli ospiti con entusiasmo e la consapevolezza dell’importante e difficile sfida didattica che le attende. La visita alle scuole è stata condotta dagli architetti dei due progetti vincitori del concorso: Alberto Bottero e Simona Della Rocca (BDRbureau) per la Scuola Fermi, Silvia Minutolo(Archisbang)e Domenico Racca (Area Progetti) per la Scuola Pascoli”.

Non si può non evidenziare come il risultato ottenuto rappresenti un modello da seguire sia per la parte riguardante il nuovo modo di concepire gli spazi didattici ma anche perchè non si può trascurare il fatto che l’intervento di privati su beni pubblici non è molto diffuso nel nostro paese.
Un intervento che è stato realizzato secondo i tempi previsti e che si è sviluppato nella massima trasparenza, basti pensare che i progettisti sono stati selezionati attraverso un bando di progettazione, che nonostante non fosse necessario trattandosi di fondazioni private è stato previsto. Uno start che ha favorito fra l’altro la partecipazione e dunque anche un dibattito largo sul tema dell’innovazione.

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Ed i risultati positivi sono sotto gli occhi di tutti.

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