“Valditara presenta il bonus per le scuole paritarie come una conquista della libertà educativa, ma questa misura crea una evidente disparità di trattamento tra famiglie nelle stesse condizioni economiche”. Lo dichiara Antonio Caso, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Cultura alla Camera, commentando la firma del decreto sul contributo “fino a 1.500 euro” per chi iscrive i figli a una scuola paritaria. Una misura rispetto alla quale il Movimento annuncia la sua netta contrarietà.
“Una famiglia con lo stesso ISEE che sceglie la scuola statale non riceverà nulla”, osserva l’esponente pentastellato, “pur dovendo sostenere il caro libri, i trasporti, la mensa, i materiali e tutte le altre spese scolastiche. Questa non è libertà di scelta: è un sostegno pubblico riservato a una sola categoria di famiglie. Dall’insediamento del Governo Meloni, aggiunge il deputato pentastellato, i finanziamenti annuali alle scuole paritarie sono aumentati di oltre duecento milioni”.
A queste risorse, ricorda ancora Caso, “si aggiungono ora altri venti milioni per il bonus. Evidentemente la destra è contraria ai bonus solo quando non servono a finanziare le proprie priorità”. Il deputato del M5s precisa di non essere contro le famiglie che scelgono una scuola paritaria. “Contestiamo un Governo che continua a privilegiare gli istituti privati mentre la scuola statale affronta carenze di personale, precariato, classi sovraffollate, tagli e costi sempre più pesanti per le famiglie”.
Un tema di giustizia sociale, insomma, in un momento complesso per la vita di tante famiglie, chiamate a confrontarsi giorno dopo giorno con un costo della vita sempre più alto. Un tema che si ripercuote anche sul mondo della scuola, sottolineano i Cinque Stelle. “Gli aiuti contro il caro scuola devono essere destinati a tutti sulla base del reddito”, conclude il capogruppo in Commissione Cultura, non del tipo di scuola frequentata. Stesso reddito deve significare stessi diritti”.