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15.07.2026
Aggiornato alle 12:14

Scuola paritaria assume 131 docenti in nero: evasione da 435mila euro

Centotrentuno cattedre coperte con contratti sulla carta autonomi, ma nella sostanza indistinguibili da un vero rapporto di lavoro subordinato. È quanto ha ricostruito il Comando provinciale della Guardia di finanza di Agrigento, che ha passato al setaccio la gestione del personale di un noto istituto paritario del capoluogo, gestito da una società cooperativa attiva con corsi di secondo grado. Il risultato dell’accertamento è un conto da capogiro: oltre 435mila euro tra contributi mai versati e sanzioni collegate.

Come funzionava l’inquadramento irregolare

Come riportato dal Sole24ore, l’indagine è partita da un’analisi degli assetti societari della cooperativa e si è sviluppata insieme alla Direzione provinciale dell’Inps. Al centro dei controlli i cosiddetti contratti “a progetto”, con cui l’ente aveva formalmente assunto tutto il corpo docente impiegato nelle materie curricolari. Un’etichetta contrattuale che, secondo gli investigatori, non reggeva al confronto con le modalità reali con cui il lavoro veniva svolto ogni giorno in aula. Da qui la decisione di riqualificare tutte le 131 posizioni come lavoro subordinato a tutti gli effetti, con il relativo recupero dei contributi non versati e delle penali previste.

Le conseguenze legali

Il legale rappresentante della cooperativa, ente gestore della scuola, è finito nel mirino della Procura di Agrigento con l’accusa di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro. Il caso si inserisce in un filone di controlli più ampio che riguarda il settore dell’istruzione privata, dove il confine tra collaborazioni autonome e rapporti di fatto subordinati continua a essere terreno scivoloso per molti enti gestori.

Un secondo capitolo: i ricavi in nero

Le verifiche delle Fiamme gialle non si sono fermate al fronte contributivo: è emerso anche un giro di ricavi non dichiarati per 300mila euro, riconducibili alla stessa attività scolastica. La segnalazione è stata trasmessa all’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione, allargando così l’inchiesta anche al versante fiscale.

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