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Scuole paritarie: la Manovra azzera l’Imu e rafforza i bonus

Spesi più soldi per la scuola? Il ministro Valditara lo sostiene con tute le sue forze e se lo dice il ministro non abbiamo motivo di dubitarne, tranne che si vada a capire dove tutti questi soldi in più sono andati.

Nel calderone della finanziaria, infatti, e con riferimento ai fondi in più stanziati per la scuola, bisogna subito subito mettere il contributo fino a 1.500 euro per studente destinato alle famiglie con Isee sotto i 30mila euro che scelgono una scuola paritaria nella secondaria di primo grado o nel primo biennio delle superiori. 

La misura, riporta il Corriere della Sera, finanziata con un tetto di spesa di 20 milioni di euro, si affianca all’aumento di 86 milioni del fondo per le paritarie.

Dunque per la scuola pubblica non sembra esserci poco, mentre altri soldi sono andati per coprire il mancato versamento dell’Imu per quei locali usati appunto per attività non commerciale, quando le rette restano sotto il costo medio per studente fissato annualmente dal ministero. 

Scrive il Corriere: ”Dunque il bilancio del Ministero  2026 autorizza spese per circa 57,9 miliardi, con un incremento di 959,8 milioni rispetto al 2025, nell’ambito dello stanziamento complessivo per l’intero sistema scolastico. 

“L’aumento strutturale del Fondo per il funzionamento delle scuole paritarie (che si aggiunge allo stanziamento già esistente di circa 530 milioni annui), i 20 milioni di euro per il voucher e l’esenzione dall’Imu (che non è uno stanziamento diretto, ma una tax expenditure stimata in qualche decina di milioni di euro all’anno) portano a un totale che sfiora i 700 milioni”.

Il ministro parla di “battaglia per la libertà”, libertà di scelta educativa e libertà della scuola private di scegliersi i docenti secondo le loro visioni ideologiche, senza tenere conto di punteggi e graduatorie, mentre le federazioni delle scuole cattoliche continuano a chiedere interventi più strutturali per una piena parità. 

Che prima o dopo arriverà, pensiamo. Ma pensiamo pure a quegli Imam, e non solo, che un giorno o l’altro vorranno anch’essi libertà di scelta educativa per i propri proseliti, chiedendo al ministero gli stessi, identici finanziamenti.  In modo insomma di avere tante scuole con altrettante libertà di scelte educative, mentre la scuola pubblica, dove tutte le libertà ideologiche si confrontano, perchè appunto i docenti sono chiamati per graduatorie e non per confessione, rimarrà isola di effettiva democrazia.   

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