Home Politica scolastica Scuole senza soldi: il Miur suggerisce di cercare sponsor

Scuole senza soldi: il Miur suggerisce di cercare sponsor

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Nel predisporre il PTOF è bene limitare le attività che richiedono un contributo economico delle famiglie anche “al fine di favorire la più ampia partecipazione possibile”: lo sottolinea il Miur in una nota che abbiamo già avuto modo di commentare.

E fin qui nulla da eccepire perché è opportuno che gli eventuali contributi richiesti alle famiglie siano comunque contenuti e occasionali proprio per evitare di creare discriminazioni o addirittura esclusioni.

Miur invita le scuola a cercare sponsor

Ma il prosieguo del suggerimento del Miur lascia piuttosto perplessi: il Ministero, infatti, invita “ad attivare sponsorizzazioni, sulla base della normativa vigente, o a individuare altre forme di contribuzione in favore delle famiglie meno abbienti”.

In mezzo alla notizia

Forse, più che invitare le scuole a cercare sponsor e benefattori, il Ministero dovrebbe far sì che le istituzioni scolastiche ricevano finanziamenti pubblici adeguati e sufficienti per realizzare le attività previste dal Piano dell’offerta formativa.

Particolarmente sgradevole appare poi il richiamo ad “altre forme di contribuzione in favore delle famiglie meno abbienti” anche perché – è beno ricordarlo – è proprio la nostra Costituzione che sottolinea l’obbligatorietà e la gratuità dell’istruzione.

I mercatini di Natale sono in arrivo

Peraltro è anche vero che chiunque abbia un minimo di conoscenza del funzionamento delle scuole italiane sa benissimo che dovunque ci si ingegna in tutti i modi per ragranellare i soldi per comprare sussidi didattici o anche per ridurre le quote di partecipazione alle gite scolastiche per gli alunni di famiglie in difficoltà: soprattutto nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie le prossime settimane partiranno i ben noti “mercatini di Natale” che serviranno proprio a questo scopo.

Ma che in una circolare ministeriale si arrivi a suggerire sponsorizzazioni, mercatini e iniziative benefiche per garantire il diritto all’istruzione ci sembra francamente fuori luogo.