Home Attualità Se anche le Istituzioni discriminano

Se anche le Istituzioni discriminano

CONDIVIDI
  • Credion

Mentre la consultazione “La Buona Scuola” è partita e il documento sembra aprirci ai principi europei, come risulta a pag. 6, dove si legge che la scuola può fare questo “se si mette in discussione, se si apre al dibattito con il mondo che la circonda. A partire dalle famiglie e dalle imprese …”; mentre si spera in un’apertura a 360° che sappia intercettare finalmente la realtà italiana, con sconcerto constatiamo quanto in tutta Italia la mentalità corrente a favore della libertà di scelta della scuola non sia ancora acquisita – grave eccezione in Europa – e persistano pregiudizi che ostacolano scelte illuminate, capaci di essere realmente a favore di tutti i cittadini.

Difatti il Comune di Milano lancia le Cartoniadi che puntano a valorizzare l’impegno della collettività verso un obbiettivo comune: quello di una più corretta gestione dei rifiuti, si legge nel programma di presentazione. Un progetto che coinvolge Nove Zone per un totale di 1.300.000 abitanti. Un progetto di alto valore educativo e civile indirizzato alla collettività tutta e da una Istituzione pubblica mai ci si aspetterebbe la discriminazione: “per l’edizione 2014, il montepremi viene preventivamente destinato alle scuole pubbliche primarie“. 

Icotea

“Quale porzione di collettività con profondo stupore delle Associazioni Lombarde (i genitori: AGesc, Age, Faes, i gestori: Aninsei, Cdo opere educative, Fidae, Fiilins, Fism, dei docenti: Aimc, Diesse, Uciim) il Comune esclude? si legge nel Comunicato Stampa congiunto Gli allievi, figli di famiglie che volendo disperatamente esercitare il diritto alla libertà di scelta educativa hanno agito questa libertà indirizzandosi verso la scuola pubblica paritaria. A causa di questa discriminazione queste famiglie che hanno esercitato un diritto costituzionale, saranno caricate di un ulteriore onere in aggiunta a quello delle rette, che già pagano. D’altronde dal 1948 – dichiarano le Associazioni Lombarde tramite comunicato stampa – questo Stato di diritto ci ha abituati all’impossibilità di passare dal “riconoscimento” alla “garanzia” del diritto e cosi l’art. Art. 3 della Cost. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” Appare più che mai lettera morta”.

Allora è indispensabile, urgente ricollocarsi in una posizione di diritto e non colpire le paritarie per ledere la famiglia poichè anche i più scettici ormai hanno chiaro che il reale diritto leso, abusato, calpestato, tradito, è quello della famiglia italiana a poter esercitare la propria libertà di scelta educativa in un pluralismo educativo ove la scuola pubblica è, paritaria e statale ricorda a pag. 65 il documento La Buona Scuola del governo Renzi.

E’ bene ricordare che Publicum est pro populo. “Pubblico è ciò che è fatto per l’interesse pubblico, quindi non implica necessariamente e solo la gestione statale. Se parlando di questo tema non riusciamo a superare questa apparente dicotomia tra destra e sinistra di ciò che in fin dei conti rappresenta solo un errore lessicale, non arriveremo mai ad una educazione di qualità, ad una scuola libera, inclusiva e competitiva”. (come detto dal Ministro Stefania Giannini il 25 giugno scorso)