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Sei in condotta, 15 studenti puliscono le strade per recuperarlo: il caso di una scuola

In provincia di Arezzo, un istituto tecnico e professionale con circa 1.200 studenti ha avviato una sperimentazione che sostituisce le sospensioni disciplinari con attività socialmente utili. Quindici ragazzi tra i 15 e i 18 anni, sanzionati nel corso dell’anno scolastico appena concluso, hanno svolto lavori di pulizia delle strade e piccoli interventi di giardinaggio nelle aree verdi del paese, grazie a una convenzione tra l’istituto, il Comune e la Pro Loco.

Una norma rimasta finora inapplicata

La possibilità di convertire le sospensioni in attività riparative non è una novità: è prevista da un decreto del ministro dell’Istruzione Valditara, oltre che da norme precedenti come lo statuto degli studenti, circolari regionali e i regolamenti d’istituto. A restare finora inapplicata, spiega il presidente dei presidi toscani al Corriere, era però la sua concreta attuazione: “La difficoltà era trovare enti, istituzioni, associazioni pronte a farsi carico della responsabilità dei ragazzi, tanto che la regola era rimasta pressoché inapplicata”. Nel comune aretino, la collaborazione tra scuola, Comune e Pro Loco, con la supervisione di ex insegnanti durante i lavori, ha permesso di superare l’ostacolo: la convenzione, firmata a marzo, durerà un triennio.

Un percorso educativo, non una punizione

La dirigente scolastica ha voluto chiarire la natura dell’iniziativa: “Non parliamo di attività punitive […] Parliamo di attività formative, di attenzione all’ambiente, di responsabilizzazione e di relazione”. Le infrazioni alla base dei provvedimenti, ha precisato, riguardavano assenze e ritardi reiterati, oltre ad atteggiamenti scorretti verso l’ambiente scolastico e i compagni: comportamenti puniti con sospensioni superiori ai due giorni, che senza l’alternativa avrebbero potuto tradursi nel sei in condotta e nella conseguente bocciatura.

Il sostegno dell’amministrazione comunale

Anche il sindaco del paese ha espresso soddisfazione per il progetto, definendolo un’esperienza di valore per l’intera regione: “È importante affrontare i momenti di difficoltà dei giovani cercando strade diverse dalla sola logica punitiva“, ha dichiarato, sottolineando come vedere i ragazzi impegnati negli spazi pubblici significhi restituire loro un senso di appartenenza alla comunità. L’iniziativa, chiamata “Cittadinanza attiva e solidale”, ha portato benefici anche alla Pro Loco, i cui locali sono stati imbiancati proprio dagli studenti coinvolti nel progetto.

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