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21.07.2026

Calendario scolastico, proposta Santanchè. Manzi (Pd): “Valditara si rifiuta di parlarne, lei aveva posto il problema, è paradossale”

Oggi, martedì 21 luglio, alle ore 15.30, presso la sede nazionale del Partito Democratico a Roma, si tiene il convegno “Il tempo della scuola. Più opportunità per tutti e per ciascuno“. Il dibattito introdotto da Irene Manzi, responsabile Scuola nella segreteria nazionale del partito, vede gli interventi di amministratori, docenti, associazioni e parlamentari del Pd. Partecipa ai lavori la segretaria Elly Schlein.

Nella sua relazione introduttiva Manzi ha parlato del concetto di tempo a scuola, attuale soprattutto nel periodo estivo in cui si esacerbano le differenze socioeconomiche tra le famiglie che possono permettersi di lasciare i figli a grest o campi scuola e quelle che invece lasciano i figli in preda del summer learning loss.

“Valditara si rifiuta di parlarne”

Manzi ha detto che bisogna ragionare “sugli spazi scolastici per adeguarli ai nuovi bisogni della scuola”. “Serve l’impegno del Mim. Ma questo è un tema su cui il ministro rifiuta di parlare. L’aveva posto l’allora ministra del turismo Santanchè, che è paradossale”.

“Serve un tavolo per discutere anche del calendario scolastico, senza agire dall’alto che è il modo peggiore per intervenire sulla scuola. Sono temi complessi che coinvolgono più livelli ma che richiedono attenzione e azione”, ha concluso.

Le parole dell’ex ministra Santanchè

A fine gennaio scorso l’ex ministra del turismo Daniela Santanchè ha sganciato una vera e propria bomba che sta ancora facendo discutere: una proposta di modifica del calendario scolastico, di cui avrebbe discusso con il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

L’ex ministra parlava in sostanza di tagliare di 10 giorni le vacanze estive per consentire alle singole regioni di redistribuire quel pacchetto a loro piacimento.

Le regioni costiere, per esempio, potrebbero decidere di lasciare le cose come sono, in modo da sfruttare di più l’estate, lettini, ombrelloni e bagnasciuga. Quelle montane potrebbero invece allungare di tre giorni le vacanze natalizie e magari prevedere una settimana bianca a febbraio. Le aree collinari, potrebbero scommettere sul periodo di Pasqua o sull’autunno. Rimandando la fine delle lezioni o anticipando la ripresa.

Le tempistiche

Il titolare dell’Istruzione, Giuseppe Valditara ha schiacciato sul freno: non ne sapevamo nulla.

Santanchè ha spiegato che l’adeguamento “graduale” dell’anno scolastico “a modelli europei più moderni” favorirebbe “i flussi interni distribuiti. È ormai risaputo – spiega la ministra – che il nostro calendario concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali, dove le pause scolastiche sono suddivise in modo più equilibrato lungo l’intero arco dell’anno”.

Questa peculiarità, ha aggiunto Santanchè, “non agevola il turismo interno, poiché genera affollamenti stagionali e limita la possibilità per le famiglie di viaggiare in periodi diversi dall’alta stagione». 

“Proprio per questo – ha detto ancora  – stiamo dialogando con il collega Valditara di avviare un percorso di confronto per lavorare su una graduale revisione dei piani scolastici, nei quali integrare viaggi alla scoperta dell’Italia più segreta e più vera cioè quella del Made in Italy, e del calendario scolastico, ispirandoci ai modelli europei più moderni e flessibili”.

“Una tale riforma – ha concluso Santanchè – rappresenterebbe un punto di svolta per la destagionalizzazione dei flussi turistici, favorendo una migliore distribuzione delle presenze e contribuendo così sia al benessere delle famiglie che alla crescita sostenibile del settore turistico nazionale”.

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