Salvo Amato, docente da sempre impegnato nelle battaglie a favore dei suoi colleghi di Professioneinsegnante.it, lancia una petizione affinché la Carta del docente sia al più preso riattivata, considerato che dopo oltre 2 mesi di scuola della Carta non si sente nemmeno l’odore.
E aggiunge pure che i motivi, secondo il Ministero, sarebbero da addebitare “all’ estensione (legittima) ai docenti con incarico annuale”, mentre si viene a sapere che “la Carta del Docente per il nuovo anno scolastico non vedrà la luce prima di Febbraio 2026, senza contare che le cattedre ad incarico annuale sono già predeterminate in organico di fatto fin da maggio 2025”.
Dunque non sembra decisione saggia e legittima, considerato pure che sta provocando, la sua mancata emissione, danni ai docenti, già danneggiati dall’inflazione, “che stanno provvedendo a pagare di tasca propria iscrizioni a corsi di formazione, iscrizioni a corsi universitari, acquisto di libri e materiale informatico”.
E aggiunge: “Ci sono insegnanti che avrebbero voluto spendere le somme accumulate nello scorso anno scolastico, bloccate senza alcuna motivazione valida e coerente.
Ci sono insegnanti che negli anni precedenti si sono iscritti ad un corso universitario e adesso non hanno la carta del docente per la n uova iscrizione, ormai scaduta”.
Fra l’altro, fa ancora presente Amato, sembra che “l’importo a disposizione è destinato a scendere perchè l’estensione della carta del docente ai precari non deve causare ulteriori oneri per lo stato. Non è garantito neanche che la prossima carta del docente sarà di 500 euro, la stessa cifra ferma ormai da 10 anni durante i quali i prezzi sono saliti del 30%.”
Per tutti questi motivi, viene precisato nella petizione, viene chiesto al ministro Valditara “di sbloccare l’erogazione dei fondi della Carta del Docente almeno per le somme pregresse già accumulate nello scorso anno scolastico e di non ridurne l’importo”.