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26.01.2026

Si schedano i docenti di sinistra? Il caso in Parlamento

Secondo un comunicato apparso su Agenzia Parlamentare, Elisabetta Piccolotti di Avs (Alleanza verdi e sinistra)  denuncia un fatto che, se fosse confermato, sarebbe gravissimo, il controllo cioè da parte dei giovani di Fratelli d’Italia dei docenti  di sinistra, tanto che intende portare il caso in parlamento e formalizzare una interpellanza.

Afferma Elisabetta Piccolotti di Avs: “Apprendiamo che giovani di Fratelli d’Italia cercano di schedare i docenti di sinistra per intimorirli: così accade in Friuli Venezia Giulia ma pare che sia addirittura un’iniziativa nazionale.

Il loro obiettivo non è impedire la propaganda politica, che nessuno ha mai fatto in classe, ma far intendere ai docenti che di loro bisogna aver paura, perché hanno il potere di segnalare al Ministero di Valditara, in maniera del tutto arbitraria ed essendo presi in considerazione, quegli insegnanti che osano parlare in classe di temi come l’immigrazione, il cambiamento climatico o l’educazione sessuo-affettiva.
Evidentemente sono convinti di essere dei vendicatori dell’ortodossia ideologica, pensano che chi non la pensa come loro debba essere ammonito, limitato, esposto al pubblico ludibrio, sanzionato. Tutto questo é già accaduto nella storia del paese, durante il ventennio.
Il Ministro Valditara spieghi ai docenti che questi ragazzi non hanno nessun potere perché nessuno al Ministero prenderà in considerazione le loro folli schedature, li fermi e impedisca l’affissione di questi manifesti.
Presenteremo sulla vicenda un’interrogazione in Parlamento affinché sia fatta chiarezza e siano presi questi provvedimenti”.

La notizia fra l’altro l’abbiamo pure rintracciata in alcuni quotidiani, nei quali, come pordenonetoday, si dice che giovani di Azione studentesca avrebbero fato girare un questionario con domande di questo tipo: “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni? Descrivi uno dei casi più eclatanti”. 

Sembra che venga inoltre chiesto agli studenti di documentare e trasmettere tutte le situazioni giudicate problematiche nelle scuole italiane, come le aule fatiscenti o le  difficoltà nell’organizzare le gite scolastiche, compresa appunto l’invito a segnalare e identificare docenti ritenuti responsabili di propaganda di sinistra

A segnalare il fatto alla polizia sarebbero stati gli stessi docenti del liceo di Pordenone a cui si è affiancata la FLC CGIL Friuli Venezia Giulia, che scrive, fra le altre cose: “Azione Studentesca, con questa iniziativa, si pone in modo strumentale al servizio dei partiti della maggioranza di governo, sia nazionale sia regionale, impegnati in un attacco sistematico all’autonomia delle istituzioni scolastiche e degli organi collegiali che le governano”. 

E cita l’articolo 33 della Costituzione che sancisce la libertà di insegnamento e di ricerca scientifica (“l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”). E condanna “l’invito alla “delazione”” rimarcando i valori della Costituzione e dell’antifascismo. “Costruiamo insieme una barriera invalicabile di “fascism-detector”, l’unico che ci piace”.

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