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Si suicida a 15 anni, la famiglia chiede un risarcimento al Ministero dell’Istruzione: la scuola non intervenne per evitare atti di bullismo

La scuola non sarebbe esente da colpe nel suicidio del figlio 15enne, risalente all’ottobre del 2024 in un casolare di campagna di Senigallia, vicino Ancona: a pensarla così sono i genitori del giovane, L.C., che hanno avviato un’azione civile contro il ministero dell’Istruzione per ottenere un risarcimento danni.

La famiglia del ragazzo, scrive l’agenzia Ansa, ritiene che la scuola non intervenne, nonostante i presunti atti persecutori e le umiliazioni subite dal ragazzo fossero “conosciute o comunque conoscibili dell’istituzione scolastica”: non sarebbero ancora chiari i motivi che hanno portato il ragazzo a togliersi la vita, ma secondo i genitori c’è sicuramente un legame con gli atti di bullismo che sarebbero avvenuti nel contesto scolastico di un istituto professionale cittadino quando la scuola era iniziata da un mese.

Nella richiesta di indennizzo intentata contro il dicastero dell’Istruzione, i genitori hanno scritto che “non sarebbero state adottate adeguate misure di prevenzione, vigilanza e protezione“.

E sul fronte penale, scrive ancora l’Ansa, “si sono opposti tramite la loro legale alla richiesta di archiviazione: il gip del Tribunale per i minori di Ancona ha disposto nuovi accertamenti tecnici e il sequestro dei cellulari dei giovani coinvolti; si cercano, anche in chat e profili social, messaggi o altri elementi che possano confermare l’ipotesi di atti persecutori e istigazione al suicidio”.

La sera del suicidio, il giovane “si allontanò da casa dopo aver manomesso l’impianto di sorveglianza e prelevato la pistola del padre, agente di polizia locale. Fu il genitore a dare l’allarme: si pensò che Leo volesse vendicare le angherie subite e vennero allertate le scuole. Dopo ore di ricerche, il giorno dopo il giovane venne trovato morto suicida”.

L’avvocato della famiglia spiega che con questa azione si intende “accertare tutte le responsabilità, fare piena luce su quanto accaduto e contribuire affinché queste tragedie non possano più ripetersi. La scuola deve essere un luogo di crescita, inclusione e sicurezza per ogni studente”.

Sempre i genitori del ragazzo, assieme al loro legale, hanno anche depositato una proposta di legge di iniziativa popolare per introdurre una disciplina unitaria del reato di bullismo: la proposta prevede misure di tutela immediata, effettiva, a favore delle vittime, e mira a introdurre strumenti di recupero e reintegrazione sociale per i prevaricatori, con percorsi educativi e rieducativi che coinvolgano anche le famiglie.

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