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09.12.2025

Sicilia Express: la vita a metà dei fuorisede, tra cui molti docenti. Littizzetto: “Costretti a cambiare tre aerei per un abbraccio”

Il tema è scottante: i lavoratori fuorisede, come ogni anno nel periodo di Natale, tornano dalle loro famiglie, non senza problemi. Si parla di persone che spesso lavorano al Nord, e ritornano per le feste al Sud, così vuole lo stereotipo che purtroppo coinvolge anche tanti insegnanti.

Il problema è che tra coincidenze improbabili, costi esagerati e orari impossibili, il rientro diventa una prova di resistenza. E proprio qui, tra realtà e paradosso, risuonano due racconti di questi giorni che parlano, in modi diversi, della stessa cosa: la fatica di chi vive lontano da ciò che ama.

Sicilia Express, la serie tragicomica che affonda le radici nella realtà

La nuova serie di Ficarra e Picone, Sicilia Express, mette in scena due infermieri siciliani che lavorano a Milano e scoprono un “cassonetto magico”, un portale capace di trasportarli istantaneamente a casa. Un espediente surreale che fa sorridere, certo, ma che colpisce per ciò che sottintende: il sogno, condiviso da tantissimi lavoratori del Sud, di poter cancellare in un attimo le distanze. Nella serie la magia non basta, genera fraintendimenti e nuovi problemi — proprio come nella realtà, dove nessun teletrasporto può compensare l’assenza di collegamenti adeguati, infrastrutture decenti, politiche davvero pensate per chi vive lontano. E per molti docenti che ogni anno migrano al Nord, quel cassonetto diventa la metafora perfetta: un desiderio di normalità che si scontra con la geografia, con la burocrazia, con la vita adulta.

Lo stesso tema è stato affrontato nel corso dell’ultima puntata del programma del Nove Che tempo che fa. Qui, il 7 dicembre, la comica Luciana Littizzetto ha dedicato una letterina a studenti e lavoratori fuori sede, una sorta di carezza pubblica che però suona come una denuncia. “Tu meriti rispetto. Meriti un Paese che non ti costringa a cambiare tre aerei per un abbraccio. Sei un pezzo bello dell’Italia che resiste, dell’Italia che si muove, studia, lavora, fatica, ma che non dimentica mai da dove viene”, questo uno stralcio.

La comica, come riporta Il Fatto Quotidiano, ironizzando sull’impennata selvaggia dei prezzi, ha commentato che “conviene quasi andare a Vladivostok con la Transiberiana e poi prendere un volo low cost per Bari da lì”.

Parole semplici, che fotografano benissimo la condizione di tanti insegnanti che vivono lontani dalla propria famiglia: persone che sorreggono la scuola italiana ma non sempre vengono riconosciute nella loro fatica quotidiana, fatta di distanza e rinunce.

I docenti fuorisede vivono una vita a metà?

Per chi insegna lontano da casa non è solo questione di voli o treni: è un equilibrio fragile tra dovere professionale e identità personale. Significa perdere recite scolastiche dei figli, cene familiari, compleanni, piccoli momenti che non tornano più. La serie di Ficarra e Picone e la letterina della Littizzetto, così diverse tra loro, hanno però lo stesso pregio: rendono visibile ciò che spesso resta taciuto. Dietro ogni supplenza e ogni cattedra conquistata ci sono chilometri, nostalgia, sacrifici economici e affettivi. Forse, allora, l’unico vero “portale magico” possibile sarebbe un Paese capace di non costringere i suoi insegnanti a vivere una vita a metà.

Sicilia Express, torna l’iniziativa

Nel frattempo il Sicilia Express, il treno evento che porterà i fuorisede siciliani, e non solo, dal Nord al Sud sta per partire, dopo il successo riscosso l’anno scorso. Salendo a bordo si parteciperà ad una “festa itinerante”, un viaggio totalmente diverso dal solito, dove ogni fermata è un passo verso il calore della terra d’origine, ma anche un’occasione per condividere emozioni e convivialità con gli altri viaggiatori.

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