Dopo l’Australia, pioniera nel limitare l’accesso ai social media per i minori di 16 anni, con il provvedimento di legge dello scorso dicembre, altri Paesi si stanno ponendo la questione e in alcuni casi si stanno già allineando.
Andiamo a vedere quindi cosa succede nel mondo e come la preoccupazione per i danni diretti e collaterali dell’uso precoce di piattaforme social sia al centro delle decisioni politiche di diversi governi.
La Danimarca ha dichiarato che vieterà i social media ai minori di 15 anni, provvedimento che potrebbe entrare in corso entro l’anno.
La Norvegia ha introdotto un limite minimo di età di 15 anni. Il primo ministro, Jonas Gahr Støre, ha affermato che il Paese deve proteggere i bambini dal “potere degli algoritmi”. Attualmente, la legge norvegese sui dati personali stabilisce che è necessario avere 13 anni per acconsentire alla raccolta e al trattamento dei dati personali tramite i social media; partendo proprio da questa legge, il governo del Paese scandivano intende partire per il cambiamento.
L‘Irlanda sta introducendo un portafoglio digitale per verificare l’età e l’identità degli utenti dei social media. Il ministro dei media, Patrick O’Donovan, ha dichiarato proprio all’indomani del bando australiano che un divieto nello stesso stile è “una delle cose che teniamo in riserva”.
In Spagna, il primo ministro Pedro Sánchez ha chiesto al parlamento di approvare un disegno di legge che innalzi a 16 anni l’età minima per l’utilizzo dei social media.
Il governo dei Paesi Bassi, nel frattempo, ha consigliato ai genitori di bloccare i propri figli dai social media fino all’età di 15 anni.
Nel Regno Unito il governo laburista non ha escluso un divieto; già nel 2024 era partita una campagna a sostegno di un disegno di legge di iniziativa parlamentare, che impone restrizioni all’uso dei social media da parte dei minori di 16 anni. Tra i sostenitori la Molly Rose Foundation, un ente di beneficenza fondato dalla famiglia di Molly Russell, un’adolescente che si è uccisa dopo aver visualizzato contenuti online dannosi, che teme però che un divieto di età non farebbe nulla per rendere i social network più sicuri.
In Germania, i teenagers dai 13 ai 16 anni possono utilizzare i social media solo se i genitori danno il loro consenso.
Negli Stati Uniti vengono introdotte da tempo in diversi stati restrizioni sui social media a livello statale. Lo Utah ha introdotto una legislazione che richiede ai minori di 18 anni di avere il consenso dei genitori per utilizzare i social media, limitandone anche l’uso notturno.
Il governatore della Florida, Ron DeSantis, ha firmato un disegno di legge che vieta ai minori di 14 anni di iscriversi ai social media, sebbene la legge –come altre leggi statali simili negli Stati Uniti– sia oggetto di controversie legali in merito alla sua eventuale violazione del diritto alla libertà di parola sancito dal primo emendamento.
La Virginia ha approvato una legge che limita l’accesso ai social media per i minori di 16 anni a un’ora al giorno; qualsiasi ulteriore accesso richiede il permesso dei genitori. Anche Georgia, Louisiana, Nebraska, New York, Tennessee, Vermont hanno approvato leggi che richiedono il consenso dei genitori per i minori tra i 16 e i 18 anni.
La Malesia prevede di vietare i social media ai minori di 16 anni a partire dal 2026 e il Brasile ha innalzato l’età minima per Instagram allo stesso livello di età.
In India nel 2025 la Fondazione ZEP (Zindagi Ek Prerna – Life is an ispiration) ha presentato una petizione alla Corte Suprema per la regolamentazione dei social media. La corte ha accolto la richiesta di richiedere la verifica dell’età per i social media e di vietarne l’uso ai minori di 16 o 18 anni e di stabilire una scadenza di 8 settimane; al momento si è in attesa di una decisione della Corte Suprema.
In Pakistan è stato presentato nel 2025 un disegno di legge per introdurre un limite di età inferiore a 13 o 14 anni per l’accesso ai social media.
Nel maggio 2025 la Communication Authority del Kenya ha pubblicato delle linee guida sulla sicurezza online per i bambini; uno dei requisiti di queste linee guida era quello di richiedere ai fornitori di servizi applicativi (ASP) e ai fornitori di servizi di contenuti (CSP) di verificare l’età per limitare i contenuti dannosi.
Da gennaio 2025 il governo in Indonesia sta valutando l’idea di stabilire un’età minima per l’uso dei social media, nonché altre tutele simili a quelle australiane; tuttavia, non lo ha ancora fatto.