Una gita scolastica che avrebbe dovuto essere un momento di condivisione, e invece si sarebbe trasformata in un’esclusione di fatto. Sì, perché una studentessa di 12 anni di una secondaria di primo grado della Capitale sarebbe stata messa da parte, a causa del suo sonnambulismo e di altre questioni di salute. A riportare la vicenda è Roma Today, secondo cui la ragazza, iscritta alla seconda media, non sarebbe partita insieme ai compagni proprio per queste ragioni. La madre parla di un fatto “sconcertante”, denunciando la mancata inclusione della figlia.
La donna racconta di aver pagato la quota e di aver chiesto subito chiarimenti via mail sulla gestione della minore durante il viaggio, senza ricevere risposte ufficiali. “Abbiamo ricevuto la comunicazione per autorizzare i nostri figli a partecipare al campo scuola di tre giorni che si sarebbe tenuto in nel nord Italia“, riporta Roma Today, “con partenza prevista per martedì 17 marzo. Io – che ho pagato il bollettino di 290 euro e non so se mi verrà rimborsato – ho subito scritto via mail per avere informazioni sulla gestione di mia figlia legata ai suoi disturbi del sonno, visto che soffre di sonnambulismo. Ho fatto quindi una serie di richieste, senza mai ricevere risposte se non a voce”.
Nel dettaglio, la madre riferisce di aver richiesto una serie di misure per garantire la sicurezza della figlia: la presenza di una persona accanto durante la notte, la possibilità di attivare un supporto tramite servizi sociali, l’installazione di ganci alle finestre dell’albergo e l’uso di un cellulare con app di baby monitor. Tuttavia, riporta la testata, non sarebbero arrivate conferme formali e i giorni sarebbero trascorsi senza certezze. “Sono amareggiata”, ha dichiarato la donna, sottolineando che solo il 13 marzo le sarebbe stato comunicato – a voce – che la ragazza avrebbe potuto avere un accompagnatore, ma a spese della famiglia. A quel punto, secondo il suo racconto, era troppo tardi.
Diversa la versione fornita dalla scuola. La dirigente scolastica, riporta ancora Roma Today, ha dichiarato che l’istituto ha fatto il possibile per venire incontro alle richieste. L’unica condizione non accolta riguarderebbe l’assistenza dedicata, mentre era stata data disponibilità ad accogliere la madre o un suo delegato senza costi per la scuola o gli altri partecipanti. La dirigente ha inoltre spiegato che l’albergo aveva garantito la sistemazione del gruppo vicino alla guardiania e che i contatti con la famiglia sono avvenuti sia telefonicamente sia di persona. Infine, ha ricordato che la ragazza non dispone di insegnante di sostegno né di un operatore OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione).