Home Politica scolastica Sondaggio Ansa: la maggioranza degli italiani è favorevole a prolungare le vacanze

Sondaggio Ansa: la maggioranza degli italiani è favorevole a prolungare le vacanze

CONDIVIDI

I votanti sono stati, spiega Ansa, 1079 e la maggioranza, pari al 53%, si è detta favorevole a chiudere le scuole a fine giugno per riaprirle al primo ottobre.

Continua dunque il dibattito sulla chiusura posticipata delle scuole per favorire il turismo e quindi l’attività degli stabilimenti balneari, così come aveva chiesto il sindaco di Forte dei Marmi alla ministra dell’istruzione, Stefania Giannini, per aiutare l’economia turistica.

Icotea

In pratica la richiesta era di far slittare di due settimane, a fine settembre, il ritorno sui banchi di scuola: “Purtroppo l’apertura a metà settembre delle scuole penalizza i potenziali turisti italiani. Per questo ho deciso di chiedere al ministro di posticipare a fine settembre la riapertura dei plessi scolastici, con la speranza che, viste le eccezionali avverse condizioni climatiche di questa estate, l’autunno possa essere più clemente. Credo che possa essere un concreto aiuto all’economia turistica”. Posticipando di 15 giorni la riapertura delle scuole “le famiglie potrebbero diversificare le vacanze preferendo magari settembre al più gettonato agosto”.

In ogni caso, sottolinea Ansa, l’idea di prolungare la stagione balneare in queste ore echeggia da più parti, dalla Puglia alla riviera romagnola. Tutti d’accordo sul fatto che se il meteo inclemente ha finora penalizzato le presenze turistiche, settembre e, chissà, ottobre potrebbero far recuperare il perduto.

Da qui allora il sondaggio che è a favore della proposta del sindaco di Forte dei Marmi: rientrare a scuola a ottobre ma chiudere a fine giugno, mentre non si è fatto caso che in questo modo gli esami di stato della secondaria di primo e secondo grado, e di idoneità, slitterebbero a luglio, col rischio di andare fino ad agosto.

Anche per questo la ministra Giannini aveva risposto al primo cittadino di Forte dei Marmi che “i calendari con le date di inizio e di fine delle lezioni vengono deliberati dalle Regioni, che li hanno già comunicati alle scuole e al ministero in tempo utile per consentire la programmazione delle attività didattiche”.