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Sostegno, 25 ore di formazione obbligatoria per chi ha alunni disabili in classe: sei d’accordo? [Partecipa al SONDAGGIO]

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Il ministero dell’Istruzione, con un’iniziativa che si tira addosso le proteste dei sindacati come ai tempi della ex ministra Lucia Azzolina, annuncia l’imminente decreto ministeriale sulla formazione obbligatoria sul sostegno: l’iniziativa, prevista e finanziata con l’ultima Legge di Bilancio, prenderebbe il via il prossimo mese di settembre e coinvolgerebbe tutti i docenti che hanno nelle proprie classi alunni disabili.

L’intento è quello di avere in cattedra del personale con competenze minime sulla gestione degli alunni disabili: una esigenza divenuta ancora più impellente con l’alto numero di cattedre vacanti sul sostegno: in vista del prossimo anno scolastico, si stimano circa 30mila posti liberi dovuti anche alla vera e propria fuga dal posto di sostegno verso il posto comune (a conclusione dei trasferimenti).

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Una circostanza che incentiva l’affiancamento all’alunno disabile di docenti senza alcuna specializzazione, peraltro diversi di anno in anno, in barba alla continuità didattica e alle esigenze di inclusione. In questo contesto, avere gli insegnanti curricolari con competenze sul sostegno diventa uno strumento prezioso.

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Quanti docenti curricolari coinvolti?

Una cifra, quella dei docenti che dovranno formarsi, che i sindacati stimano attorno alle 700mila unità, sebbene vada considerato che:

  • gli insegnanti dei licei (numericamente maggiori rispetto agli altri) di fatto saranno scarsamente coinvolti dall’iniziativa, poiché gli alunni con disabilità cognitiva nella maggior parte dei casi tendono a frequentare istituti tecnici e soprattutto professionali;
  • in media, nel primo ciclo e nella scuola secondaria di primo grado la presenza di alunni disabili è sulla metà delle classi;
  • alla cifra totale vanno sottratti anche gli insegnanti già specializzati sul sostegno, i quali non sono tenuti a partecipare.

L’obbligo formativo

Sembra dunque costituirsi il primo tassello di quell‘obbligo formativo voluto dalla Legge di Bilancio 2021.

Storce il naso Pino Turi, segretario generale di Uil scuola, che dichiara: “Diciassette milioni di ore di formazione obbligatorie. Siamo sicuri di volere un investimento di questo tipo?”.

E pone dei dubbi su “cosa porterà in futuro” paventando la possibilità che dietro al corso indistinto per tutti i docenti curricolari possa nascondersi la necessità di non rendere più necessaria la presenza, così come la intendiamo oggi, degli specializzati su sostegno.

Si esprime negativamente anche la Gilda degli insegnanti: “La formazione costituisce servizio a tutti gli effetti e come tale, dunque, va retribuita,” ha commentato il coordinatore nazionale Rino Di Meglio. Peraltro – ci ricorda – si tratta di una norma in contrasto con il CCNL 2016/2018 che definisce la formazione come diritto/dovere e non come obbligo“.

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  • Scuola Secondaria Superiore (Istituto Tecnico o Professionale)

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