Home Attualità Sostegno, formazione per i non specializzati in Umbria. Perché non farlo altrove?

Sostegno, formazione per i non specializzati in Umbria. Perché non farlo altrove?

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Abbiamo parlato in precedenza dell’iniziativa da parte dell’USR Umbria di organizzare dei corsi di formazione per i docenti privi del titolo di specializzazione che hanno però una cattedra di sostegno.
Iniziativa che, data la situazione piuttosto contraddittoria, è comunque positiva per fornire, seppur in poco tempo, una base per lavorare con alunni disabili a chi non ha le competenze.

Com’è strutturato il corso

Come si legge sul comunicato dalla referente di Terni e incaricata dall’USR Umbria, il corso avrà la durata di venticinque ore, prevedendo sette incontri con formatori esperti della durata di tre ore ciascuno, con un primo modulo di nove ore su La didattica speciale fra burocrazia e banchi di scuola, un secondo modulo di sei ore su ICF: profilo di funzionamento e Flipped the classroom, e terminerà con due lezioni per un totale di sei ore sul Cooperative learning. Il tutto entro il 31 gennaio 2018.

Inoltre, sono previste quattro ore di auto formazione con lo studio di un caso, per il riconoscimento delle quali i docenti dovranno produrre una scheda completa del Protocollo di Osservazione secondo almeno tre assi, tra il cognitivo, l’asse affettivo-relazionale, quello linguistico-comunicazionale, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, dell’autonomia e dell’apprendimento.

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Progetto che vuole sopperire alla richiesta della regione

Quindi, seppure molto breve, ai docenti viene data una buona infarinatura sui temi che riguardano il sostegno, in modo da poter rispondere alle continue sollecitazioni provenienti dalle scuole per sostenere il percorso professionale dei numerosi docenti di sostegno non specializzati, molti dei quali al loro primo incarico.

L’USR Umbria ricorda anche che il contingente organico relativo ai posti di sostegno attribuito dal MIUR alla Regione Umbria per l’a.s. 2017-2018 è pari a 1296 posti,  ai quali sono stati aggiunti successivamente ulteriori 997 posti in fase di adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto e che sul numero totale di 2293 posti di sostegno sono stati nominati circa 1000 docenti privi di  titolo di specializzazione.

Dall’USR Umbria sottolineano l’alta partecipazione a questo progetto di formazione, non obbligatorio, che sicuramente fa onore a tutti i docenti non specializzati utilizzati su posto di sostegno, che comprendono l’importanza del loro ruolo.

Perché non esportare nelle altre regioni l’iniziativa?

Questo non toglie comunque il fatto che docenti privi del titolo di specializzazione stiano occupando posti di sostegno, un problema decisamente tutt’altro che secondario, che però viene ormai riproposto da alcuni anni.
Per il momento però, è meglio prendere atto della situazione e provare quantomeno a limitare i danni e sicuramente il corso di formazione proposto dall’USR Umbria ha il merito di suggerire una via temporanea.
L’iniziativa umbra non è certo nuova: a memoria di chi scrive, a titolo di esempio, un corso simile è stato organizzato in precedenza anche in provincia di Cuneo. Ma manca omogeneità sul territorio nazionale.
Perché non si esporta il modello anche nelle altre regioni italiane? Senza dubbio un palliativo, ma meglio di niente, no?