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Sostegno, in caso di assenza non è il docente che deve contattare la famiglia dello studente

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La questione delle supplenze sul sostegno anche quest’anno è particolarmente complicata, con cattedre vuote a non finire in alcuni territori.

Ma aldilà dei problemi o del fatto che spesso vengono nominati supplenti senza titolo di specilizzazione, le supplenze sono e devono essere garantite.

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A volte, ci sono state segnalate alcune situazioni decisamente anti normative, ovvero, alcuni dirigenti scolastici imporrebbero al docente di sostegno titolare di contattare direttamente la famiglia dell’alunno disabile in caso di assenza o malattia dell’insegnante. Non solo: questi dirigenti inviterebbero gli insegnanti che si assenteranno a convincere i genitori dell’alunno disabile a farlo rimanere a casa per il giorno o giorni di assenza.

Tutto ciò è illegittimo, dato che la Corte dei conti, con la sentenza n. 59/04, stabilisce, fra le altre cose, che anche per un solo giorno di assenza, se manca un docente di sostegno a disposizione deve essere nominato il supplente.

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Pertanto, la sentenza della Corte, rende chiaramente illegittima la pressione del DS nei confronti del titolare sul sostegno, affinché questi convinca la famiglia a non fare andare a scuola il figlio disabile, proprio per il fatto che in caso di assenza, deve essere nominato un supplente.

Inoltre, non spetterebbe all’insegnante di sostegno avvisare la famiglia per l’assenza. Certamente, è pratica molto comune instaurare un rapporto più diretto con i docenti di sostegno per le famiglie, consentendo un dialogo continuo e diretto rispetto agli altri docenti curriculari. Ma non esiste alcuna norma che preveda la comunicazione dell’assenza da parte del docente di sostegno.

In caso di assenza già programmata, a discrezione del docente si può informare già la famiglia, ma, ribadiamo, non esiste alcun vincolo concreto.

 

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