Home I lettori ci scrivono Stabilizzazione precari: il capriccio malvagio della apartheid

Stabilizzazione precari: il capriccio malvagio della apartheid

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La cosa peggiore che possa capitare nel procedere all’immissione in ruolo dei docenti precari è quello di operare in modo discriminatorio attribuendo un valore arbitrario ai loro meriti (servizi e titoli) e alla graduatoria di appartenenza. Nelle due graduatorie (GAE e GI) troviamo docenti abilitati molto simili tra loro per esperienza e cultura. In entrambe vi albergano precari giovani e giurassici, docenti con abilitazioni sudate o comprate o regalate, con servizio sacrificato o “agevolato”, con titoli acquisiti con impegno e serietà o con facilitazioni o reperiti sul vasto mercato nazionale. Insomma non sembra che tra le due categorie di precari ci sia una sostanziale differenza: basterebbe dare un’occhiata ad una qualsiasi graduatoria provinciale e d’istituto. Il resto è solo odiosa mistificazione finalizzata a premiare alcuni e scartare altri in nome e per conto di una visione politica ingiusta, miope, approssimativa e contraria al principio elementare di uguaglianza di natura anche costituzionale, al principio che allo stesso merito deve corrispondere lo stesso beneficio e, non ultimo, lontana dalla sentenza della Corte di giustizia europea che dispone che il diritto all’immissione in ruolo non dipende dall’appartenenza ad una graduatoria bensì dal numero di anni di servizio svolto su posti vacanti. Alla luce di ciò, le giustificazioni a sostegno di questa distorta disparità di trattamento appaiono forzate, contraddittorie e inconsistenti.
Se si ritiene che il concorso sia una strumento efficace di selezione del merito e non un marcescente incrocio di inefficienze e di imbrogli, che lo sia per tutti !; se si pensa che l’esperienza acquisita sul campo sia titolo sufficiente per meritare la stabilizzazione,che lo sia per tutti!. Pur nel rispetto delle precedenze di graduatoria, di punteggio individuale e di riserva di legge. Ma utilizzarli solo per alcuni e non per altri che vantano gli stessi titoli culturali, la medesima esperienza didattica, gli stessi anni di servizio e la identica posizione giuridica dei loro colleghi beneficiati è solo un capriccio malvagio di apartheid.