Le nuove Indicazioni per i Licei e la filosofia ridotta a compendio macchiettistico del pensiero.
Le nuove Indicazioni nazionali per quanto riguarda Filosofia dimostrano quanto la commissione ministeriale non solo abbia poca contezza dell’attività scolastica ma, nel caso specifico, mettono in evidenza anche una scarsa capacità di pensare nel complesso l’intera disciplina: prescriverebbero di anticipare in blocco quello che è attualmente buona parte del programma di quinta liceo alla quarta.
Il quarto anno attualmente, quando va molto bene, termina con la trattazione dell’Idealismo tedesco e di Hegel in modo che la quinta possa ripartire con la reazione antihegeliana e lo sviluppo dell’hegelismo con la sinistra hegeliana e Marx. In questo modo Nietzsche si arriva a trattare intorno a gennaio/febbraio.
Con le nuove proposte tutto andrebbe anticipato alla classe quarta, per cui nel cosiddetto secondo biennio (terza e quarta) si dovrebbe partire dalle origini del pensiero filosofico ed arrivare a Nietzsche. Un’operazione del genere riduce l’evoluzione del pensiero filosofico all’esposizione di una serie macchiettistica di alcuni principali personaggi, facendo così perdere il senso stesso della materia che non è solo studio di alcuni autori, ma è studio della ragione umana, della sua graduale evoluzione e che, per acquisire un senso agli occhi di ragazzi e ragazze che per la prima volta si trovano a confrontarsi con i grandi temi generati dal naturale sviluppo del pensiero umano, deve essere affrontata gradualmente, nel suo progressivo emergere, nelle sue contraddizioni e nel superamento di queste.
Solo così la filosofia svolge il suo ruolo formativo: sviluppo del pensiero critico, capacità di porsi i problemi in maniera articolata valutando le possibili, molteplici sfaccettature della realtà e l’influenza che gli eventi storici hanno avuto sulle grandi costruzioni razionali filosofiche e scientifiche.
L’aspetto negativo di questa contrazione dei programmi, se vale per i Licei classici e scientifici (dove le ore di filosofia sono 3 alla settimana), a maggior ragione rende infattibile una seria attività in quegli ordini di scuola in cui le ore di filosofia scendono a 2 settimanali.
Che si debba trovare spazio per il ’900 filosofico (ma addirittura, nelle indicazioni si parla di fare spazio alla filosofia del XXI secolo!), spesso trascurato, mi pare un’istanza condivisibile: quando sopra ho scritto che nelle quarte attualmente si arriva ad Hegel in realtà ho voluto considerare l’optimum, che però si realizza raramente; da quando insegno (sono, ahimé, già 20 anni) non riesco ad andare oltre Kant in quarta.
Per cui, che si chieda – magari anche prescrittivamente (so bene che le Indicazioni in vigore già lo proporrebbero) – di fare Hegel in quarta e lasciare in quinta più ampio spazio al ’900 è ammissibile, ma che si proponga di anticipare pressoché interamente quello che è gran parte dell’attuale programma di quinta alla quarta è impensabile, a meno che il vero intento non sia ridicolizzare la materia limitandosi, magari, a citare qualche frase ad effetto.
Spero che il Ministro e i suoi collaboratori ripensino a queste indicazioni perché, se fossero così approvate, sarebbero veramente esiziali per il futuro della filosofia a scuola.
Non so se molti altri colleghi abbiano già posto attenzione a quello che io reputo un vero e proprio danno alla materia: so anche bene che di indicazioni si tratta, che i docenti, grazie alla libertà di insegnamento, si regolano in autonomia ecc.; però far passare sotto silenzio questa “contrazione del pensiero” mi parrebbe un accettare un attacco alla formazione del pensiero critico nei nostri studenti e studentesse.
È per questo che invito tutti i/le colleghi/e a mobilitarsi nelle scuole (visto che è in corso la consultazione avviata dal Ministero, ammesso che non sia solo di facciata), con i propri contatti universitari, nelle associazioni filosofiche cui aderiscono e a far sentire la propria opinione in tal senso.
Roberto Rossetti