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22.09.2026

Stop alla distinzione tra istituti tecnici e licei, Meloni: “Presto la norma per chiarire fin dal nome che sono scuole di pari valore”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, qualche giorno fa, ha risposto ad alcune domande ai microfoni di Skuola.net, intervistato da Daniele Grassucci, in merito all’attualità scolastica e alle riforme della scuola.

Grassucci, tra i vari argomenti toccati, ha chiesto: “Avevi ipotizzato di cambiare nome agli istituti tecnici e professionali per chiamarli tutti ‘licei’. È una proposta ancora valida?”

“Presenterò una proposta in tal senso in un prossimo decreto legge. La scuola costituzionale deve dare pari dignità a tutti i percorsi formativi. Con la riforma del 4+2 vogliamo che non ci sia più distinzione di serie tra licei e istituti tecnici o professionali: tutti avranno pari dignità e valore formativo”, ha concluso Valditara, che aveva fatto un primo annuncio in tal senso lo scorso aprile.

Le parole di Meloni

Lo scorso 20 settembre, a Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto la sua sulla norma in arrivo. “Va riconosciuto il valore di tutte le competenze: in Italia non deve esserci una scuola di serie A e una di serie B. I licei e gli istituti tecnici e professionali sono i pilastri di un sistema che cresce solo se si tiene insieme. Siamo eredi di grandi umanisti come Dante, Petrarca e Manzoni, ma anche di grandi scienziati come Volta, Fermi e Marconi: i ragazzi devono poter scegliere quale eredità raccogliere liberamente”.

“Licenzieremo presto la norma che introduce la denominazione di ‘liceo’ anche per gli istituti tecnico-professionali, per chiarire fin dal nome che sono scuole di pari valore. Inoltre, stiamo fissando una norma fondamentale sull’integrazione: se in una classe c’è un solo bambino che non parla italiano, riuscirà a imparare la lingua grazie ai compagni e ai professori; ma se i bambini che non capiscono la lingua diventano la maggioranza, quella non è più integrazione, è abbandono”.

Le norme in arrivo in Cdm

Il Consiglio dei ministri è atteso giovedì 24 settembre sul provvedimento annunciato da Giorgia Meloni davanti ai ragazzi di Gioventù Nazionale, alla manifestazione Fenix. Sono due le misure che riguardano direttamente gli istituti scolastici: il tetto massimo di studenti stranieri per classe, introdotto per legge, e il divieto di burqa e niqab a scuola. Su questo secondo punto, inoltre, la premier ha spiegato che a scuola si deve andare a viso scoperto e che la parità di diritti tra uomini e donne non è più negoziabile. Sul limite di presenze di allievi non italiani all’interno delle classi, invece, la presidente del Consiglio ha detto che l’obiettivo dichiarato rimane quello di favorire l’inserimento e l’apprendimento della lingua italiana, a cui andrà aggiunto l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori di studenti stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico.

Il doppio annuncio ha aperto un confronto che, a leggere le reazioni, si gioca su tre piani distinti: i numeri, la fattibilità normativa, la polemica politica.

Il sondaggio della Tecnica della Scuola

La Tecnica della Scuola chiede ai propri lettori un’opinione sull’argomento e, cioè, se secondo loro il tetto del 30% per gli studenti stranieri (per classe) è una soluzione che possa risolvere davvero l’integrazione a scuola degli alunni stranieri, in tal modo favorendo il loro inserimento e l’apprendimento della lingua italiana.

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