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Burqa vietato a scuola e tetto per alunni stranieri: i decreti del Governo

21.09.2026

Tetto studenti stranieri a scuola e divieto di burqa: il Governo vuole presentare il decreto giovedì 24 settembre in Cdm

Come abbiamo scritto, durante l’evento Fenix, organizzato a Roma da Gioventù Nazionale, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato una serie di provvedimenti che riguarderanno soprattutto la scuola, l’integrazione degli studenti stranieri e la formazione professionale: si parla soprattutto del tetto massimo di studenti stranieri e del divieto di burqa.

Questi provvedimenti saranno contenuti in un decreto che probabilmente sarà presentato in Consiglio dei Ministri il prossimo 24 settembre, alle 16:30. Lo riporta Ansa.

L’ordine del giorno è ancora da definire, ma il governo sta lavorando per provare a presentare in quell’occasione le norme sulla scuola annunciate ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Cosa prevederà il decreto?

Come ricorda La Repubblica c’è una norma, quella sul divieto di mascheramento e travisamento, già presente nella legge Reale del ‘75, nata negli Anni di piombo. Il Governo vuole riscriverla eliminando i “giustificati motivi” religiosi e culturali per derogare alla norma. E la Lega ragiona sulla possibilità di revocare il permesso di soggiorno a chi, a quel punto, non dovesse più mandare le figlie a scuola.

Le novità

Tra le novità anticipate c’è una norma che dovrebbe introdurre un numero massimo di studenti stranieri per classe, con l’obiettivo dichiarato di favorire l’inserimento e l’apprendimento della lingua italiana. Meloni ha inoltre parlato dell’obbligo per i genitori di studenti stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico di imparare l’italiano.

Un altro punto riguarda l’abbigliamento a scuola: la premier ha annunciato il divieto di burqa e niqab negli istituti scolastici, sostenendo che a scuola si debba andare a viso scoperto e sottolineando che la parità tra uomini e donne non è negoziabile. Sul tema dell’integrazione, Meloni ha affermato che gli studenti italiani non dovrebbero trovarsi in una condizione di minoranza all’interno delle proprie classi. Secondo la presidente del Consiglio, quando gli studenti che non comprendono l’italiano diventano numerosi, il rischio è che l’integrazione venga sostituita dall’emarginazione.

Tra le altre riforme annunciate c’è anche la possibilità di estendere la denominazione di “liceo” agli istituti tecnico-professionali, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare questi percorsi e ribadire la loro pari dignità rispetto agli altri indirizzi scolastici. Nel suo intervento Meloni ha affrontato anche il tema dell’occupazione giovanile. Ha rivendicato il calo della disoccupazione giovanile, la crescita dei contratti stabili e la riduzione del numero di giovani che non studiano e non lavorano. Ha però sottolineato che questi risultati, a suo giudizio, non sono sufficienti.

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