Storia del frigorifero, lo strumento che doveva combattere le zanzare

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La Tecnica della Scuola ripropone il meglio della rubrica “Sulle spalle dei giganti”, i grandi della scienza raccontati sotto un punto di vista storico.

La storia del frigorifero

Il 6 maggio è stato il compleanno di un elettrodomestico che ha cambiato vita di tutti noi ancor prima di entrare nelle nostre case. Così parliamo della sua storia.

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Quando parliamo di storia pensiamo ai grandi eventi, alle battaglie, ai grandi conquistatori, insomma a qualcosa molto distante da noi, dimenticandoci che invece la storia popola la nostra vita e che spesso in casa nostra custodiamo oggetti che hanno segnato l’inizio di un’epoca. In questo caso sto parlando del frigorifero. La storia della tecnica è molto utile per capire come il progresso scientifico e l’aumento della conoscenza abbia spesso generato percorsi applicativi tortuosi, come una determinata tecnologia abbia preso la forma odierna attraverso una serie di passaggi difficilmente immaginabili.

L’idea di poter in qualche modo creare il freddo, o produrre il ghiaccio circolava già nella seconda metà del Settecento, ma fu nel corso dell’Ottocento che prese il via una vera e propria “conquista del freddo”. Come sappiamo non è facile attribuire una data precisa a un’invenzione e semplificare un processo che solitamente dura diversi decenni e passa attraverso le mani e la testa di molte persone. In questo possiamo però dire che il 6 maggio del 1851 John Gorrie depositava in Florida il brevetto di una macchina per la produzione del ghiaccio. Per quanto già nel 1835 l’americano Jacob Perkins avesse depositato un brevetto simile, John Gorrie cercò in tutti i modi di commercializzare la sua invenzione.

Ciò che oggi potrebbe stupirci è che John Gorrie non era un fisico o un chimico, bensì un medico. Perché mai un medico avrebbe dovuto inventare il frigorifero? Perché come molti altri luoghi di metà Ottocento anche la Florida sapeva essere inospitale: a causa del clima torrido e delle pianure paludose imperversavano infatti febbre gialla e malaria. John Gorrie che da anni lottava strenuamente contro queste malattie voleva creare una macchina per abbassare la temperatura dei pazienti e semmai per ridurre la circolazione delle zanzare. L’antenato del frigorifero doveva essere uno strumento medico.

A causa dei numerosi difetti della macchina e della strenua opposizione da parte dei commercianti del ghiaccio, che avrebbero perso un lavoro molto redditizio, il progetto commerciale di Gorrie fallì. Tuttavia la corsa al freddo non accennò a rallentare, anzi: in ogni stato del vecchio continente vi erano studiosi pronti a migliorare il sistema e soprattutto a sfruttarlo per soddisfare o creare nuovi bisogni.

A compiere un altro passo decisivo fu il francese Charles Tellier che oltre ad aver perfezionato il macchinario di Gorrie, ebbe la brillante idea di montare il suo impianto su un piroscafo che nel 1876 portò in Francia un carico di carne che era stato macellato in Argentina ben 105 giorni prima. Presto i frigoriferi conquistarono anche  i treni, cambiando per sempre il mondo, l’economia e perfino il gusto degli esseri umani: il superamento delle tecniche tradizionali di conservazione portò a quella che fu definita una “delocalizzazione del gusto”, sancì una “globalizzazione alimentare” impensabile fino a poco prima.

Solo dal 1913 il frigorifero acquisì anche la forma domestica, mandando definitivamente in pensione le ghiacciaie e facilitando non poco la vita di tutti noi. Ma come abbiamo detto, ben prima di varcare la soglia di casa nostra aveva già cambiando il mondo, portando con sé, come tutte le invenzioni numerosi vantaggi ma anche non pochi costi ecologici che oggi dobbiamo affrontare.