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13.10.2026
Aggiornato alle 17:57

Stranieri, Valditara: “Un genitore che possa chiedere al figlio ‘cosa hai fatto oggi a scuola’, è fondamentale per la sua motivazione” – VIDEO

Oggi il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha partecipato al IX convegno dell’Associazione dei presidi (Anp) dal titolo: ‘Identità in movimento’ in programma oggi e domani a Roma. Il capo del dicastero di Viale Trastevere, nel suo discorso, come ripreso da Ansa, si è occupato di vari temi.

“Ringrazio tutta la scuola italiana: un tempo la Finlandia era il modello della scuola di eccellenza, oggi le competenze degli studenti italiani misurate dall’Ocse sono pari a quelle dei ragazzi finlandesi, la scuola italiana è al livello di quella finlandese, è risultato di cui essere orgogliosi, dà credibilità internazionale, sempre più riconosciuta”, ha esordito, citando i risultati italiani del Rapporto annuale OCSE Education at a Glance presentati oggi, 13 ottobre, al Mim.

Valditara ha parlato anche di studenti stranieri a scuola: “Quando all’interno di una classe, lo dicono gli studi, ci sono studenti che non parlano la lingua c’è un crollo degli apprendimenti a scapito di tutti, stranieri e italiani”.

“I primi risultati si avvertono giù con una percentuale del 10%. Oltre il 40% il crollo è verticale. Su queste informazioni dobbiamo ragionare seriamente. Il contributo delle famiglie per la conoscenza della lingua è importante per stimolare nei giovani l’impegno e la responsabilità”.

“Un genitore che possa chiedere al figlio quando torna a casa ‘cosa hai fatto oggi’, ‘come sta andando a scuola’, è fondamentale per la sua motivazione. Quello che abbiamo fatto in questi quasi quattro anni è storico. Dobbiamo incrementare alcuni risultati. Dobbiamo camminare per questa strada. L’obiettivo deve essere la valorizzazione di chi lavora per il futuro dei nostri figli”, ha aggiunto.

Le riforme citate da Valditara

“Tre riforme – ha proseguito Valditara – sono state considerate dall’Ocse come buone pratiche: Agenda Sud, il modello del 4+2 e il docente tutor, misure che ci hanno consentito nel 2026 di abbattere la dispersione implicita arrivata al 6,3%, era nel 2019, dunque in periodo pre Covid, al 7,5%. Senza il vostro lavoro e le vostre energie non avremmo mai raggiunto questi risultati”.

Valditara ha detto che l’obiettivo finale è l’aggancio degli stipendi dei presidi a quelli degli altri dirigenti della Pa. “Per la prima volta c’è stata una valutazione di risultato anche per poter dire che ci sono tutte le premesse per arrivare all’equiparazione delle retribuzioni dei dirigenti della scuola con quelle degli altri dirigenti”.

I dati presentati

In media sono stati circa 8mila euro gli aumenti contrattuali negli ultimi anni, ha ricordato, sottolineando che sono stati assunti 1377 presidi “dal 2017 non si faceva un concorso, mentre abbiamo ridotto in modo drastico le reggenze, erano 1000 oggi sono 300 e difficilmente si potrà andare oltre”, ha concluso.

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