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11.10.2026

Stress da lavoro correlato e burnout, il Parlamento europeo chiede più tutele. Giusi Princi (PPE): “materia in cui ho sempre creduto”

Il Parlamento europeo ha chiesto norme valide in tutta l’UE contro la sindrome da burnout, stress da lavoro correlato, depressione e diritto alla disconnessione fuori dall’orario di servizio problemi e criticità sul lavoro che colpiscono quasi un lavoratore su tre e andrebbero trattati come malattie professionali. Il problema della sindrome da burnout colpisce in modo particolare la categoria degli insegnanti italiani, che in questo momento storico, stanno vivendo anche la problematica che emerge da ripetuti casi di cronaca delle aggressioni fisiche e verbali da parte di studenti e famiglie.

Tutela dai rischi psicosociali legati al lavoro

Il Parlamento europeo, nella seduta del 6 ottobre a Strasburgo, chiede di tutelare la salute mentale e fisica dei lavoratori. Quindi martedì 6 ottobre, gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione europea di elaborare una proposta per proteggere i lavoratori dai rischi psicosociali e dallo stress legati al lavoro.

I deputati chiedono obblighi per i datori di lavoro al fine di tutelare la salute mentale e fisica dei lavoratori e garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose. Chiedono inoltre alla Commissione e agli Stati membri di riconoscere esplicitamente che i rischi psicosociali legati al lavoro possono causare malattie professionali.

I deputati vogliono misure per prevenire i rischi psicosociali legati al lavoro e la promozione di politiche volte a definire e vietare la violenza, le molestie, il bullismo e i comportamenti discriminatori che ledono la dignità o la salute fisica e mentale dei lavoratori. Chiedono inoltre meccanismi per la loro individuazione precoce e protocolli di prevenzione basati sul rischio al fine di affrontare la violenza. Sottolineano inoltre la necessità di fornire tempestivamente sostegno ai lavoratori esposti a rischi psicosociali.

L’intervento social dell’On. Giusi Princi

Sull’argomento della tutela dai rischi psicosociali e dallo stress legati al lavoro interviene l’On. Giusi Princi del PPE (Partito Popolare Europeo), che si dice pienamente soddisfatta del fatto che finalmente il Parlamento pone l’attenzione sullo stress da lavoro. L’europarlamentare calabrese già dirigente scolastico, ha seguito con particolare attenzione una materia nella quale ha sempre creduto nello svolgimento del suo ruolo nell’ambito scolastico.

L’eurodeputata eletta nel giugno 2024 nella circoscrizione meridionale con oltre 84.000 preferenze, ricopre a Bruxelles numerosi e prestigiosi incarichi, è Presidente della “Delegazione per le relazioni con l’Asia centrale“, membro della Conferenza dei presidenti di delegazione, della “Commissione CULT” per la cultura e l’istruzione, della “Commissione FEMM” per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere, membro sostituto della “Commissione EMPL” per l’occupazione e gli affari sociali, è intervenuta recentemente, anche attraverso un reel social, sul tema trattato a Strasburgo dal Parlamento e riguardante lo stress da lavoro correlato.

L’On. Princi evidenzia l’attenzione delle istituzioni europee nei confronti dello stress da lavoro e della tutela della salute mentale nei contesti professionali. Forte della sua esperienza come ex dirigente scolastica, Giusi Princi sottolinea in particolare come lo stress correlato al lavoro rappresenti una problematica critica nel settore scolastico tra il personale docente. L’Europa, specifica l’eurodeputata del PPE, sostiene che lo stress da lavoro correlato e la sindrome da burnout dipenda da come viene organizzato il lavoro, alle relazioni e alle pressioni che vengono esercitate sui singoli lavoratori.

La Princi ci informa sui dati impressionanti che riguardano la sindrome da burnout, 840.000 morti all’anno a livello globale per patologie e sindromi correlate al lavoro, 100 miliardi di euro di costi solo per la depressione da lavoro in Europa. Il Parlamento, conclude le sue dichiarazioni l’ex dirigente scolastica, chiede alla Commissione tra cose fondamentali:

  1. che i datori di lavoro siano obbligati per legge a effettuare regolari valutazioni dei rischi psicosociali;
  2. l’obbligo di adottare e implementare protocolli interni stringenti per definire, vietare e prevenire molestie, mobbing, discriminazioni e comportamenti abusivi che minano la dignità e la salute mentale dei lavoratori;
  3. il diritto a un percorso di reinserimento protetto e sostenibile per chi è rimasto assente a causa di disturbi legati allo stress.

In chiusra del suo intervento social, Giusi Princi precisa l’importanza del diritto alla disconnessione fuori dall’orario di servizio perchè il lavoratore ha diritto a staccare.



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