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20.03.2026

Studente bocciato alla Maturità picchia e inizia a stalkerare un prof. Il docente: “Resto capro espiatorio del fallimento”

Qualche giorno fa ci siamo occupati del caso di un docente vittima di stalking da parte di uno studente, al quale è stato applicato il braccialetto elettronico. “So dove abiti, ti pedino, te la faccio pagare. Per te è finita”, questo il tenore delle minacce ricevute dal professore di italiano e storia di un istituto tecnico veneto da parte dello studente che frequentava i corsi serali, come riporta Il Corriere della Sera.

Il caso è scoppiato nel periodo Covid, dopo la bocciatura del ragazzo nel 2020, secondo il quale la colpa era tutta da addossare al docente. “All’esame di Stato non rispose alle domande, non si era preparato. La sua fu una prova penosa. Fu bocciato all’unanimità dalla commissione”.

Gli insulti

“Mi trovai all’esame l’alunno e suo padre, un omone alto un metro e 95, fuori scuola, che mi insultavano. Io, zitto. Mi accusavano di essere meridionale. Sono figlio di siciliani, nato in Piemonte e lavoro a Mestre. Non so se sia da collegare a questa vicenda. Ma sono stato picchiato fuori scuola e mi hanno rotto le costole”.

“Accadde una sera, nel 2024. Io insegno alle serali. Gli alunni fanno pausa alle 20 e vanno a mangiare fuori. Io mi affaccio fuori dalla scuola, li tengo d’occhio per scrupolo personale. Una sera fui attaccato: calci, pugni. Mi ruppero le costole. Questi sono quelli che ti danno una lezione. È stato faticoso da recuperare. Ho poi appreso che l’aggressore era figlio di un insegnante del Conservatorio”.

“Ho cambiato casa, ho cambiato auto. Il tema è che alcune situazioni di disagio sono non riconosciute dalla famiglia quindi non affidate ai servizi sanitari”. Ecco com’è andato il procedimento: “Il Tribunale penale mi dà ragione. La condanna al figlio per sei mesi di carcere convertita in sedute di terapia. Poi, l’esito negativo dei colloqui. Io che resto il capro espiatorio del fallimento scolastico. Nel 2024 vengo aggredito fuori scuola e mi rompono le costole”.

Gli ultimi aggiornamenti sul caso

Lo studente, nonostante fosse già stato condannato per atti persecutori nel 2023, lo scorso mese di gennaio ha ripreso a minacciare. Il caso è finito nelle mani del gip del Tribunale di Venezia.

A quel punto, su richiesta della Procura, “nei giorni scorsi i Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare di divieto di comunicazione e di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’insegnante nei confronti di un giovane di 26 anni, con applicazione del braccialetto elettronico o divieto di dimora in provincia nel caso di non disponibilità”.

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