Il 16 maggio si celebrerà per la prima volta in Italia la “Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone”, istituita dalla Legge n. 150 del 3 ottobre 2025, dopo essere stata promossa dalla deputata Martina Semenzato di ‘Noi Moderati’. Lo slogan scelto per la campagna è: “La vergogna è negli occhi di chi offende”.
La campagna – come riporta l’agenzia Ansa – coinvolgerà 16 regioni italiane e punta a sensibilizzare cittadini, scuole e istituzioni sul fenomeno del bodyshaming, ovvero una forma di discriminazione su una persona per il proprio aspetto fisico.
Secondo Martina Semenzato, l’obiettivo principale dell’iniziativa è quello di “promuovere una cultura del rispetto e far comprendere ai giovani le conseguenze emotive, sociali e psicologiche delle offese legate al corpo e all’aspetto fisico”.
Negli ultimi anni il bodyshaming è diventato un fenomeno sempre più diffuso soprattutto sui social network come Instagram, TikTok e Snapchat, dove commenti offensivi e prese in giro possono diventare virali in pochi minuti.
A conferma di ciò, una ricerca pubblicata nel 2025 sull’archivio scientifico ArXiv ha evidenziato come molte conversazioni tra adolescenti online ruotino attorno all’aspetto fisico e all’insicurezza personale, spesso contrassegnate da episodi di derisione o umiliazione.
Anche i dati italiani mostrano una situazione preoccupante. Secondo UNICEF Italia, in particolare, circa un adolescente su cinque dichiara di aver subito episodi di bullismo o cyberbullismo legati anche all’aspetto fisico.
Inoltre, il 68% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni afferma di aver assistito o subito comportamenti offensivi online o nella vita quotidiana.
Va poi ricordato che tra le forme di bullismo più diffuse ci sono gli insulti verbali e le prese in giro sull’aspetto estetico, che rappresentano oltre il 55% dei casi registrati tra i giovani italiani. L’esclusione sociale e l’isolamento colpiscono invece circa il 43% degli adolescenti coinvolti in episodi di bullismo.
L’Ordine degli Psicologi del Lazio spiega anche che il bodyshaming può avere conseguenze molto pesanti sull’autostima e sulla salute mentale dei ragazzi.
E secondo il Ministero della Salute ansia, insicurezza, disturbi alimentari e depressione sono alcuni dei problemi più frequentemente collegati alla continua esposizione a giudizi offensivi sul proprio corpo.
Inoltre, per Save The Children molti adolescenti dichiarano di sentirsi costantemente sotto pressione a causa dei modelli estetici presenti online, soprattutto per colpa di filtri fotografici, influencer e standard di bellezza spesso irrealistici.
In Italia, il tema del cyberbullismo è già stato affrontato dalla Legge specifica n. 71/2017, che tutela i minori vittime di molestie e violenze online. Tuttavia, associazioni, scuole e psicologi sostengono che servano ancora più educazione digitale, ascolto e prevenzione tra i giovani.
La nuova campagna nazionale contro il bodyshaming vuole quindi trasformare il 16 maggio in una giornata non solo simbolica, ma anche educativa e sociale, coinvolgendo direttamente studenti, insegnanti e famiglie.
Il messaggio finale che vuole trasmettere la campagna è semplice, ma molto forte: il problema non è il corpo di chi viene insultato, ma il comportamento di chi sceglie di umiliare gli altri per il loro aspetto fisico.