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Studente ustiona il compagno, sospeso lui e chi aveva filmato

Il Consiglio d’istituto dell’alberghiero in provincia di Torino ha deciso l’espulsione dello studente che aveva diretto contro un compagno il getto di una bomboletta spray, trasformata in lanciafiamme con un accendino. Misure disciplinari anche per chi ha ripreso la scena.

Una decisione presa all’unanimità

La sanzione, la più dura prevista, è arrivata su proposta della dirigente. Nel verbale si parla di allontanamento dalla comunità educante, riorientamento, possibile collocazione in un altro istituto o ente di formazione professionale e lavori socialmente utili presso un ente di volontariato. Il provvedimento era atteso dopo il Consiglio di classe straordinario, a cui avevano partecipato i due studenti con i genitori. In quella sede l’autore del gesto non avrebbe mostrato particolare pentimento, a parte le scuse al compagno il giorno dopo. Si era giustificato così: “Volevo solo spaventarlo, poi lui si è spostato di scatto e la fiamma gli ha sfiorato il braccio”.

Sospesi gli studenti che hanno filmato

Chi aveva registrato con il telefonino una parte dell’episodio, condividendola nella chat di classe, è stato colpito da una sospensione di 14 giorni. Come ha spiegato la dirigente alla Stampa, non saranno giorni di vacanza: i ragazzi svolgeranno lavori socialmente utili alla stazione di Posta, realtà della Caritas che serve ogni giorno pasti a chi è in difficoltà. L’istituto avvierà inoltre con la Juventus un progetto sullo sport inclusivo, perché il ragazzo coinvolto gioca in una squadra giovanile. Saranno coinvolte tre classi quinte e la terza interessata, con supporto psicologico, formazione e attività di sensibilizzazione sul rispetto dell’altro.

Le reazioni e il confronto sul caso

Secondo quanto riferito, lo studente avrebbe detto alla vittima, che presenta alcune fragilità: “Io non sopporto i disabili”. L’assessora comunale all’Istruzione ha ricordato che la scuola è la prima istituzione chiamata a intervenire davanti ai segnali di prevaricazione, ipotizzando un giovane con scarsa capacità empatica. Il presidente del Consiglio d’istituto ha spiegato che si è pensato a entrambe le parti e che sarà cercata una nuova scuola per il ragazzo espulso, soluzione condivisa dai genitori della vittima. Per il direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Asl To3, la scelta è corretta perché porta il giovane ad assumersi la responsabilità del gesto: una misura soltanto punitiva sarebbe stata poco utile.

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