Un verdetto scolastico ribaltato dai giudici amministrativi. È la vicenda di una studentessa affetta da Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), la cui bocciatura al termine dell’anno scolastico 2024/2025 presso un liceo marchigiano è stata definitivamente superata grazie ai risultati ottenuti sul campo e all’intervento della magistratura.
Al termine del terzo anno di scuola secondaria di secondo grado, la studentessa non era stata ammessa alla classe quarta a causa di insufficienze riportate in cinque materie: Lingua e cultura straniera (Inglese), Storia dell’arte, Storia, Matematica e Filosofia. Il genitore della minore ha subito impugnato la pagella e i verbali di scrutinio davanti al TAR Marche, contestando la mancata e inadeguata applicazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP) approvato per l’alunna.
Accogliendo l’iniziale istanza cautelare, il Tribunale Amministrativo Regionale aveva evidenziato come le motivazioni della scuola fossero del tutto generiche riguardo alla condizione di DSA dell’alunna, mancando di una reale e concreta valutazione sull’efficacia degli strumenti compensativi e dispensativi utilizzati.
Nonostante l’ordine di riesame impartito dai giudici, il Consiglio di classe, nel settembre 2025, aveva confermato la bocciatura. La svolta decisiva è giunta con l’intervento della Sezione VII del Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada hanno riformato la decisione cautelare di primo grado, valorizzando il prevalente interesse della minore a proseguire gli studi. La studentessa era stata infatti iscritta con riserva alla classe quarta e stava dimostrando di conseguire risultati pienamente positivi.
Forte della tutela cautelare, la studentessa ha frequentato l’intero anno scolastico 2025/2026, concludendolo con profitto e ottenendo l’ufficiale ammissione alla classe quinta nel giugno 2026.
Alla pubblica udienza del 9 luglio 2026, prendendo atto del percorso scolastico della giovane, il legale della famiglia ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso. Con la sentenza n. 01043/2026 (pubblicata il 12 settembre 2026), il TAR Marche (Sezione Seconda) ha dichiarato il ricorso improcedibile.
La pronuncia si fonda su un consolidato orientamento giurisprudenziale: il superamento della classe superiore o degli esami di grado successivo assorbe e supera il precedente giudizio negativo. Come sottolineato dai giudici, la valutazione positiva ottenuta nella classe superiore si basa su un programma di studi ancora più ampio e complesso, dimostrando nei fatti l’idoneità e la preparazione dell’alunno.