Sta arrivando l’ora della verità per una fetta di studenti che lo scorso mese di giugno sono stati giudicati con sospensione di giudizio da una a quattro discipline: molti di loro hanno già svolto le prove a metà luglio, per poi essere scrutinati a seguire. Diversi, invece, le stanno svolgendo in questi giorni e molti sono chiamati a farlo ad inizio settembre, sebbene la norma dica che le operazioni sulle sospensioni di giudizio debbano terminare entro il 31 agosto di ogni anno (gli istituti che sforano questa data dovrebbero motivare lo slittamento a settembre).
Diciamo subito che si tratta di verifiche che 9 volte su 10 portano lo studente alla promozione e quindi all’anno di corso successivo: meno del 10%, in media, viene fermato dopo i corsi di recupero (organizzati dalle scuole oppure in autonomia dagli studenti “rimandati”).
Ma quanti sono gli allievi delle scuole superiori con sospensione di giudizio? Stime attendibili ci dicono che si collocano tra il 15% e il 20% dei primi quattro anni di corso, quindi parliamo di quasi 400 mila ragazzi, con età che va quasi sempre dai 15 ai 18 anni.
Il dicastero dell’Istruzione ha calcolato che maggioranza degli studenti con giudizio congelato ha frequentato la seconda superiore, al termine della quale viene fermato, in attesa di verifica su una o più materie, una quota vicina al 20%.
Al terzo anno si supera il 18,2%, al primo il 17,6%, mentre il quarto anno, con 15,3%, è quello con meno sospensioni di giudizio.
Se si va a guardare, però, il tipo di corso le percentuali cambiano. Nei Licei, la sospensione del giudizio riguarda il 15,7% degli studenti, con appena il 2,9% di bocciature dirette a giugno. Negli istituti Professionali, invece, i “rimandati” scendono al 14,9%, ma la quota di non ammessi immediati sale all’8,6%, con il conto finale dei bocciati che dunque rischia di essere molto più elevato. Negli istituti Tecnici, ben il 22,6% ha il giudizio sospeso a giugno.
Il divario si conferma anche a livello regionale. In Valle d’Aosta, la percentuale di chi ha il giudizio “congelato” si impenna fino al 27,5% (con un ulteriore 7,5% di bocciati a giugno). La “linea dura” prosegue in Liguria (con il 23,5% di sospesi), seguita dal Veneto (22,9%), dalla Sardegna (22,9%) e, a pari merito, da Lombardia e Friuli Venezia Giulia (entrambe al 22,7%). Di contro, le regioni del Mezzogiorno continuano a registrare le percentuali più basse di studenti rimandati a settembre. Il valore minimo si registra in Puglia, dove solo il 10,1% degli studenti ha ricevuto un debito estivo. Ottimi risultati anche quelli di Calabria (10,7%), Campania (11,1%), Sicilia (11,2%) e Basilicata (11,8%).
Fa eccezione il Trentino Alto Adige, dove gli esami di riparazione – aboliti una trentina d’anni fa – non sono più stati ripristinati quindi una o più insufficienze si recuperano durante l’anno successivo. Altrimenti, si viene bocciati: a giugno al 6,8% viene detto che dovrà ripetere l’anno.