Home Archivio storico 1998-2013 Corsi di laurea Studenti di Medicina: con la riforma si abbreviano i tempi per specializzarsi

Studenti di Medicina: con la riforma si abbreviano i tempi per specializzarsi

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Stavolta per gli studenti che vogliono fare il medico arrivano buone notizie: a presentarle sono stati, il 28 luglio, il ministro dell`Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, e il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, presentando le novità contenute nella riforma del percorso di studi di Medicina. Il responsabile dell’Istruzione italiana ha spiegato che la riforma servirà a rafforzare la qualità della formazione specialistica post laurea, accrescere la partecipazione degli specializzandi all`attività professionale con esperienze sul campo, rendere più compatto il percorso complessivo, evitare tempi morti tra una fase e l`altra ed incentivare la partecipazione dei giovani medici al dottorato di ricerca.
Una delle novità più attese era quella della riduzione di un anno per ottenere le specializzazioni: la durata dei corsi post-laurea viene avvicinata, infatti, a quella europea. Le specialità chirurgiche passano da 6 a 5 anni, quelle mediche da 5 a 4 anni o 3 per alcune aree particolari. Con questo nuovo modello formativo si potrà arrivare a chiudere la formazione specialistica un paio d’anni prima degli attuali 11-13 anni.
Il Miur ha messo mano anche alle sedi dove attivare le scuole di specializzazione, al fine di garantire che solo le sedi effettivamente più qualificate dal punto di vista scientifico possano ospitare le scuole. In soli tre anni si è passati da 1.800 a 1.100 scuole. Saranno poi definiti, d`intesa con il Cun, ordinamenti delle scuole che prevedano una maggiore partecipazione degli specializzandi all`attività professionale, con un modello 2+2 o 2+3, con una prima metà di formazione più teorica, seguita da seconda metà dedicata all`attività diretta dello specializzando.
Novità in arrivo anche per il dottorato: durante la specializzazione sarà consentito, nell`ultimo anno, di svolgerlo contemporaneamente. In questo modo si consentirà allo specializzando di accorciare ulteriormente il percorso di studi ed entrare nel mondo del lavoro più rapidamente, come accade all`estero e nei migliori sistemi formativi, ad iniziare da quelli anglosassoni.
Infine, la novità del tirocinio valutativo nei 6 anni di laurea: l`intenzione del Miur è di confermare la durata di 6 anni del percorso di laurea, mentre il tirocinio valutativo di 3 mesi, che oggi si svolge dopo la laurea, verrà incorporato nella stessa. L`esame di laurea, quindi, inglobando anche l`esame di Stato, permetterebbe di conseguire una laurea abilitante. Ma questa scelta dovrà avvenire previo confronto in sede europea, in modo da garantire l`uniformità delle scelte del nostro ordinamento con quelle dell`Europa.
Si tratta di un provvedimento che comporta un consistente risparmio di tempo. Oggi infatti lo studente che si laurea a febbraio del sesto anno, quindi legalmente in corso, non può concorrere alle prove di ammissione per le scuole di specializzazione che si svolgono a marzo poiché deve ancora svolgere il periodo di tirocinio. Di fatto lo studente perde un intero anno prima di poter partecipare al concorso di specializzazione.
Parere favorevole alla riforma di Medicina è giunto dai Giovani Medici, che però chiedono chiarimenti su tempi e modalità di applicazione della riforma e propongono l’istituzione di un tavolo tecnico interministeriale di esperti che “definisca tutti gli adempimenti necessari a porre in essere le innovazioni annunciate”. Anche l’Anaao Assomed, l’associazione dei medici-dirigenti, valuta positivamente la riforma del percorso formativo dei futuri medici, in particolare per l`anticipazione di due anni dell`incontro tra mondo assistenziale e mondo formativo. Critiche dalla Cgil: per il sindacato “la proposta per gli specializzandi di contratti a termine nei servizi sanitari regionali negli ultimi due anni di corso non deve trasformare la formazione sul campo in sfruttamento”.