La FLC CGIL segnala, in una nota diffusa oggi, i dati più recenti dell’Inail che mostrano un peggioramento rispetto allo scorso anno. Il sindacato di categoria legge nei numeri un motivo in più per contestare la scelta del Ministero di ridurre le risorse destinate alla formazione scuola-lavoro.
Nei primi otto mesi del 2026 le denunce di infortunio riguardanti studenti sono 52.849, il 5,21% in più rispetto alle 50.232 dello stesso periodo del 2025. La grande maggioranza, 51.433 casi, riguarda incidenti avvenuti durante le attività scolastiche, compresi i percorsi di formazione scuola-lavoro, con una crescita del 4,81%. Gli infortuni in itinere, cioè nel tragitto da e verso scuola o i luoghi di formazione, sono 1.416 e segnano l’aumento più marcato: quasi il 22% in più rispetto ai 1.161 dell’anno precedente.
Il capitolo più grave è quello dei casi mortali: dodici denunce, contro le sette del 2025. Metà sono avvenute in occasione delle attività scolastiche, metà in itinere; un anno fa erano rispettivamente cinque e due. Le attività scolastiche interessano regioni diverse, dalla Liguria al Veneto, dal Friuli-Venezia Giulia alla Toscana, dal Lazio alla Calabria, mentre i tragitti hanno visto tre vittime in Lombardia e una ciascuna in Umbria, Molise e Puglia. Le statistiche, precisa l’istituto, non permettono di capire quanti dei sei decessi in ambito scolastico siano legati ai percorsi di formazione scuola-lavoro, e i dati restano soggetti a consolidamento.
In questo quadro il sindacato giudica ancora più grave la decisione del Ministero di abbassare del 26% le quote per studente destinate ai percorsi ex PCTO. Per la FLC CGIL servirebbe l’opposto: più investimenti su qualità dei percorsi, prevenzione e formazione. La sicurezza, sottolinea, deve essere parte della progettazione e non un adempimento formale, e alle scuole non si può chiedere di garantire esperienze sicure sottraendo allo stesso tempo le risorse per organizzarle.