La premier Giorgia Meloni ha annunciato una serie di provvedimenti che riguardano gli alunni stranieri. In particolare un tetto (probabilmente del 30%) di studenti stranieri per classe. Il ministro Valditara ha poi anticipato il decreto che riguarderà il divieto di burqa per le studentesse. Ma la situazione del nostro territorio non è omogenea. Al Sud, soprattutto in alcune zone, la presenza di stranieri è parecchio inferiore rispetto ad esempio ad alcuni territori del Nord.
Antonella Di Bartolo, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale “Sperone – Pertini” di Palermo, è intervenuta sul tema a ‘Tutta la città ne parla‘ su Radio 3:
“Nella nostra scuola che si trova nei quartieri Sperone-Brancaccio, quindi periferia di Palermo, abbiamo soltanto una famiglia straniera. Questo la dice lunga su altro tipo di complessità perché di fatto questi sono quartieri non permeabili a stranieri. Mi dispiace si ponga il tema italiani da un lato, stranieri dall’altro, quando invece, forse anche per concentrare il dibattito, il problema probabilmente si ha con presenza di studenti stranieri, si ha per altre complessità, è per esempio il numero di studenti per classe in assoluto. Questi sono numeri altissimi perché parliamo di 26 bambini alla scuola dell’infanzia, 26 alla primaria, 27 alle medie che possono arrivare a 28. Immaginiamoci una classe di 28 alunni con stranieri o senza stranieri, oppure 30 alunni alle scuole superiori, questo è il tema”.
“È ovvio che se poi ci sono studenti stranieri ma soprattutto con difficoltà linguistiche, le difficoltà diventano ulteriori, ma le misure che si potrebbero prendere per favorire l’integrazione reale vanno bene per gli studenti stranieri come per gli studenti italiani con difficoltà e ne abbiamo tantissimi“.
“Quanto davvero si vuole investire nella scuola? Quanto il ministero dell’Economia e Finanze consentirà di avere classi meno numerose, insegnanti di sostegno linguistico, il doposcuola gratuito per tutti coloro che si trovano in difficoltà, stranieri e non stranieri, con difficoltà linguistiche ma con difficoltà anche di svantaggio culturale di altro tipo, quanto tempo pieno si vorrà introdurre, quanto riusciremo a coinvolgere i genitori anche con corsi di italiano? Il tema è economico. La cosa molto pericolosa è creare i due fronti: italiani da una parte e stranieri dall’altra, questo è un pessimo trampolino per posizionamenti anche razzisti“.