Il Consiglio dei ministri è atteso giovedì 24 settembre sul provvedimento annunciato da Giorgia Meloni davanti ai ragazzi di Gioventù Nazionale, alla manifestazione Fenix. Sono due le misure che riguardano direttamente gli istituti scolastici: il tetto massimo di studenti stranieri per classe, introdotto per legge, e il divieto di burqa e niqab a scuola. Su questo secondo punto, inoltre, la premier ha spiegato che a scuola si deve andare a viso scoperto e che la parità di diritti tra uomini e donne non è più negoziabile. Sul limite di presenze di allievi non italiani all’interno delle classi, invece, la presidente del Consiglio ha detto che l’obiettivo dichiarato rimane quello di favorire l’inserimento e l’apprendimento della lingua italiana, a cui andrà aggiunto l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori di studenti stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico.
Il doppio annuncio ha aperto un confronto che, a leggere le reazioni, si gioca su tre piani distinti: i numeri, la fattibilità normativa, la polemica politica.
La Tecnica della Scuola chiede ai propri lettori un’opinione sull’argomento e, cioè, se secondo loro il tetto del 30% per gli studenti stranieri (per classe) è una soluzione che possa risolvere davvero l’integrazione a scuola degli alunni stranieri, in tal modo favorendo il loro inserimento e l’apprendimento della lingua italiana.
All’interno troverai le seguenti domande:
In che parte d’Italia ti trovi attualmente?
Pensi che il tetto del 30% per gli studenti stranieri (per classe) sia la soluzione che possa risolvere davvero l’integrazione a scuola favorendo il loro inserimento e l’apprendimento della lingua italiana?
Risposta aperta – Motiva la tua risposta: perché?
Gli alunni stranieri iscritti nelle scuole italiane sono 931.323, pari all’11,6% del totale, una percentuale più alta rispetto all’incidenza degli immigrati sulla popolazione (8,9%). Oltre 607mila sono nati in Italia. Il 42,9% ha cittadinanza europea, il 27,8% africana, il 20,7% asiatica, l’8,5% americana. Circa 350mila sarebbero di fede musulmana. Applicando le proporzioni relative a età, genere e uso effettivo del velo integrale, La Tecnica della Scuola stima tra le 500 e le 600 le studentesse che indossano il burqa: una ogni 660 classi sul totale nazionale.
Sul tetto per classe restano da sciogliere questioni concrete. Una Circolare dell’allora ministra Mariastella Gelmini fissava già il limite del 30%, ricorda la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti. Resta poi da capire come conciliare il tetto con la legge 820 del 1971, che impone ai Comuni di garantire l’assolvimento dell’obbligo scolastico entro due chilometri dall’abitazione. E resta la scelta dello strumento: decreto legge o disegno di legge ordinario, con tempi parlamentari che nel secondo caso potrebbero superare l’anno.
Secondo Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, spostando il baricentro della politica verso destra si rischia di oltrepassare l’argine della Costituzione, con richiamo agli articoli 3 e 34.
Critica anche la senatrice M5S Barbara Floridia, che invita a occuparsi di fondi, libri gratuiti e scuole aperte il pomeriggio.
Dal fronte opposto, il ministro Giuseppe Valditara difende l’integrazione con chi condivide i valori di riferimento e parla di “progressisti a corrente alternata”.
Anche Roberto Vannacci, ex leghista e a capo di Futuro Nazionale, si dice d’accordo, ma aggiungendo che questi provvedimenti dovevano arrivare anni fa.