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15.10.2026

Sudan: la guerra rimossa. Educazione Civica in diretta, prima puntata il 23 ottobre, ore 11:00: Pace, guerra e cittadinanza – ISCRIVI LA CLASSE

In Sudan, uno dei paesi più estesi dell’Africa, collocato nel Corno d’Africa e abitato da circa 58 milioni di abitanti con una età media di soli 19 anni, si combatte da decenni, passando una guerra all’altra tra l’indifferenza di molti e l’interesse di pochi.  E’ questo il nostro punto di ingresso nel percorso di Educazione Civica in diretta che prende avvio il 23 ottobre.

La storia terribile e dolorosa del Sudan ha visto, dopo l’indipendenza postcoloniale nel 1956, un crescendo di conflitti interni che gli analisti sintetizzano in questo modo: prima guerra civile sudanese (1955–1972), seconda guerra civile sudanese (1983–2005), conflitto del Darfur (2003–2020). Nel 1989 un colpo di Stato portò al potere il colonnello Omar al-Bashir. Nel gennaio 2011, grazie al referendum previsto dagli accordi di pace che hanno messo fine alla guerra civile durata ben 22 anni e che ha comportato almeno due milioni di morti, il Sud Sudan ha ottenuto l’indipendenza.

Il genocidio del Darfur

A ovest del Sudan si trova poi la regione del Darfur dove nel febbraio del 2003 alcuni gruppi armati iniziarono gli scontri contro il governo del Sudan, accusato di opprimere la popolazione non araba del Darfur. Il governo sudanese rispose agli attacchi avviando una campagna di pulizia etnica contro la popolazione non araba del Darfur. Morirono centinaia di migliaia di civili e il presidente Omar al-Bashir fu incriminato di crimini contro l’umanità, genocidio e crimini di guerra da parte della Corte Penale Internazionale (ICC).

Oggi: una nuova guerra civile

Nel 2019 il dittatore Omar al-Bashir è stato destituito con un colpo di Stato militare, arrivato al culmine di mesi di intense e travolgenti proteste di piazza nate inizialmente per il rincaro del costo della vita e dei beni di prima necessità. Il passaggio ad un governo civile non è tuttavia mai avvenuto e la situazione è sempre stata instabile finchè il 15 aprile 2023 è scoppiato un nuovo e durussimo conflitto armato tra le Forze armate sudanesi (SAF), guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, e il gruppo paramilitare delle Forze di supporto rapido (RSF), comandato da Mohamed Hamdan Dagalo (“Hemetti”).

In questi giorni poi in un raid attribuito ai militari egiziani sarebbero rimasti uccisi fino a 200 civili nell’area di confine tra Sudan e Egitto in cui molti s’improvvisano minatori artigianali per cercare risorse per la sopravvivenza. Quasi tutto l’oro che esce dal Sudan sarebbe destinato agli Emirati Arabi, spesso accusati di finanziare con questo obiettivo le forze paramilitari del Sudan; accusa che Abu Dhabi ha sempre respinto.

La crisi umanitaria: il Sudan al collasso

I dati e le notizie che arrivano dal Sudan delineano una catastrofe umanitaria senza precedenti a tre anni dallo scoppio del conflitto (aprile 2023).

Si tratta di un vero collasso sanitario visto che nelle zone più colpite dai combattimenti tra SAF e RSF, tra il 70% e l’80% delle strutture sanitarie è fuori uso o completamente distrutto. Circa il 70% della popolazione non ha alcun accesso ai servizi medici di base.

A questo si aggiunge l’emergenza sfollati e la fame: si contano infatti oltre 12 milioni di sfollati (alla più grande crisi di mobilità umana al mondo), più di 26 milioni di persone soffrono di insicurezza alimentare acuta e circa 30 milioni necessitano di assistenza umanitaria immediata.

23 ottobre: pace, guerra e cittadinanza. In Sudan con Emergency

Il 23 ottobre, nel corso della prima lezione di educazione civica in diretta, incontreremo Emergency, che opera anche in Sudan dove è l’unica organizzazione internazionale con staff medico internazionale operativa a Khartoum, dove il Centro Salam di cardiochirurgia è stato riadattato per far fronte anche alle urgenze di medicina generale e pediatria. L’ONG presidia inoltre centri pediatrici e cliniche cardiologiche a Port Sudan, Nyala, Mayo, Kassala, Gedaref e Atbara.

Negli ultimi mesi Emergency ha evidenziato l’impatto silenzioso della guerra sui bambini e in particolare l’impennata di casi di anemia pediatrica grave e malnutrizione acuta legata alla mancanza di cibo e acqua potabile a Port Sudan e Nyala.

Vogliamo iniziare il nostro percorso di educazione civica in diretta, rivolto alle classi delle scuole superiori, non con un ragionamento astratto e teorico sulle guerre (che l’Italia, come asserisce l’art. 11 della Costituzione, “ripudia”) ma andando sul campo. Al seguito di una delle più importanti organizzazioni sanitarie che agiscono sui luoghi di conflitti. E non solo in Sudan.

Vogliano provare a guardare in faccia le conseguenze dei conflitti e delle guerre. A metterci nei panni, come studenti, di coetanei giovanissimi in balia della violenza insensata della guerra.

Come partecipare, iscrivi la classe

I docenti che intendono seguire con la propria classe le lezioni di Educazione Civica in diretta sul canale YouTube della Tecnica della Scuola sono invitati a possono compilare il seguente form: https://forms.gle/ePDWHKxjQowDjgkJ8

Il percorso di Educazione Civica in diretta 2026/27

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