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Sul riconoscimento del 2013 e sulla sperequazione con altri comparti

Il 21 maggio u.s., con propria sentenza, la Cassazione si è pronunciata sul ricorso che chiedeva di computare a fini economici – per la maturazione delle fasce stipendiali – il servizio prestato nel 2013 dal personale scolastico, anno escluso 12 anni fa proprio in ragione dell’eccezionale crisi finanziaria dell’epoca. Una norma che ha penalizzato e continua a penalizzare significativamente la categoria di dipendenti pubblici meno pagata dell’intera PA.

Sentenza sfavorevole, ricorso respinto: il blocco rimane poiché alla disposizione di allora la Cassazione non riconosce alcun carattere straordinario e temporaneo.

Dura lex sed lex.

Nel luglio 2025, a poche settimane di distanza, la Corte Costituzionale dichiara contrario agli alti valori della Carta il tetto (di ben 20.000 euro mensili), introdotto per magistrati e dirigenti pubblici dal DL 66/14: si trattava infatti – secondo gli Ermellini – di una disposizione legislativa “straordinaria e temporanea”, allora giustificata dall’eccezionale crisi finanziaria ma che, evidentemente, oggi non ha più ragion d’essere.

Dunque: l’ “eccezionale crisi finanziaria” per magistrati e dirigenti pubblici è finita.

Misteriosamente, quella stessa crisi per il personale scolastico finita non è.

Aristotele e il principio di non contraddizione sono serviti.

Il Marchese del Grillo invece se la ride.

Ivan Cervesato

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