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Terremoto, scuole chiuse a Roma ma le verifiche sono random. Rusconi (Anp): non è serio

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“I controlli nelle scuole di Roma ci risultano random e su segnalazione dei presidi: chiediamo alle amministrazioni competenti maggiore serietà”.

Comune e Città metropolitana non possono andare a controllare solo dove ci sono segnalazioni, perché i responsabili sono loro”. La denuncia arriva da Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e Lazio, il quale punta il dito, pur non citandola, sull’amministrazione capitolina che fa capo al sindaco Virginia Raggi.

Proprio il giovane primo cittadino capitolino, tra domenica e lunedì ha fatto pervenire una missiva ai dirigenti scolastici della città chiedendo loro di far pervenire al Comune una scheda contenente eventuali danni visibili provocati dal sisma di sabato mattina. Solo che non tutte le scuole sono riuscite ad attrezzarsi con immediateza per disporre le verifiche, soprattutto perché gli ingegneri responsabili della sicurezza dei vari istituti romani non sono in questi giorni sempre reperibili per via del lungo “ponte” dei Santi.

Alcune scuole, non a caso, sono state costrette a posticipare i controlli alla prima mattina di mercoledì 2 novembre, chiedendo anche agli alunni di iniziare le lezioni con un paio d’ore di ritardo rispetto all’orario canonico.

Nel frattempo, i tecnici del Comune hanno attuato i controlli solo laddove vi fossero dei problemi di tenuta edilizia pregressi oppure nei casi in cui i presidi sono stati solerti nell’indicare loro la necessità d’intervento.

Le nostre informazioni trovano riscontro nelle dichiarazioni di Rusconi, secondo cui “per quanto riguarda la Città metropolitana ci risultano verifiche in una scuola sì e una no, mentre i municipi stanno mettendo in moto i tecnici solo laddove le scuole ne abbiano fatto richiesta. Ma se ieri, che era domenica, qualche preside non si fosse preso la briga di andare a controllare l’Istituto, le verifiche rischiavano di saltare”.

“Chiediamo alle amministrazioni competenti, Comune, Città Metropolitana e Municipi, maggiore serietà nell’affrontare argomenti delicati come la sicurezza degli edifici scolastici – aggiunge Rusconi – perché non ci si può affidare anche per quanto riguarda la sicurezza degli edifici alle segnalazioni dei presidi”.

Secondo Rusconi, sulla sicurezza degli edifici occorre essere chiari: “se fossimo stati esperti di statica e non laureati in lettere – dice il rappresentante Anp – avremmo fatto un altro mestiere. Per quanto ci riguarda sappiamo che molte scuole romane sono in difficoltà e in questo contesto stimiamo che il terremoto di ieri abbia prodotto danni nel 20% degli istituti, tra crepe e cornicioni crollati”.

Sempre Rusconi, domenica 30 ottobre aveva partecipato, a Palazzo Chigi, al tavolo allestito con Renzi sulle iniziative del volontariato, ad iniziare dalle zone terremotate: lo stesso vicepresidente nazionale Anp aveva anche sollecitato una riflessione sulla Legge 107, esponendo alcune delle difficoltà riscontrate nella sua attuazione e realizzato alcune proposte.

 

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