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Test accesso atenei a numero chiuso, si parte con Medicina

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Ci siamo: l’8 aprile si svolgerà il primo test d’accesso ai corsi di laurea a numero programmato degli atenei pubblici con una collocazione temporale anticipata di sei mesi rispetto a quella canonica: gli aspiranti sono circa 83.000 (meno degli altri anni). Si contenderanno i 19.000 posti totali.

Si parte con gli aspiranti camici bianchi. Per Medicina e Odontoiatria gli iscritti effettivi al test sono 64.187 contro i 74.312 dello scorso anno, quando i partecipanti effettivi alle prove furono poi 69.073. Si contenderanno 10.551 posti (includendo anche quelli riservati agli studenti stranieri non soggiornanti in Italia che solo per Medicina possono essere utilizzati se non coperti). La prova di ammissione consiste in 60 domande a scelta multipla, ciascuna con 5 opzioni di risposta. Lo studente dovrà rispondere in modo corretto, nel tempo a disposizione (100 minuti) al maggior numero di quesiti suddivisi in tre diverse sezioni: cultura generale, discipline di riferimento e logica. Quest’anno la ripartizione del numero di domande è stata modificata in favore del numero dei quesiti delle materie ‘disciplinari’.

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Mercoledì 9 aprile, toccherà a Veterinaria: gli iscritti alla prova sono 6.940 contro gli 8.902 di un anno fa (ma all’ultimo test hanno poi partecipato effettivamente 8.050 candidati). Giovedì 10 si procede con la prova per l’accesso ad Architettura alla quale si sono iscritti in 11.884 contro i 16.651 iscritti effettivi dello scorso anno che ha visto poi 14.877 partecipanti reali al test.

A fine aprile, il 29, sarà la volta della somministrazione dei test per entrare nei corsi di Medicina in lingua inglese. Si presenteranno 4.954 candidati (erano 5.951 lo scorso anno) e il test si terrà in contemporanea in 19 paesi, compresa l’Italia, fra i quali, ad esempio, Portogallo, Argentina, Polonia, Qatar, Arabia Saudita, Stati Uniti. I posti sono 155 per studenti comunitari e 77 per studenti stranieri non comunitari non soggiornanti in Italia. I risultati dei test saranno pubblicati il 22 aprile 2014 per Medicina e Chirurgia-Odontoiatria, il 23 per Veterinaria e il 24 per Architettura mentre le graduatorie di merito nazionali saranno pubblicate il 12 maggio 2014 e si chiuderanno il giorno 1 ottobre 2014.

Non cambia nulla, invece, per le professioni sanitarie. La cui prova di ammissione, in calendario per il 3 settembre, viene definita da ciascuna università.

Da un sondaggio del portale Skuola.net risulta che il 60% dei partecipanti ai test ha iniziato a prepararsi per l’ammissione solo a fine dicembre, quando è arrivata la conferma ufficiale del Miur, che i test non avrebbero avuto la classica collocazione settembrina ma sarebbero stati anticipati ad aprile. Il popolo dei test si divide comunque tra cicale e formiche. Il 75% degli intervistati è al primo tentativo. Per realizzare il proprio sogno molti sono disposti a trasferirsi in qualsiasi città dello Stivale in cui ci siano posti disponibili. Grazie alla graduatoria nazionale, quasi uno su tre ha, infatti, deciso di concorrere per le assegnazioni in sedi universitarie ubicate in città diverse, mentre uno su cinque addirittura si è reso disponibile ad andare in tutte le sedi possibili pur di aumentare le proprie probabilità d’ingresso.

Dicevamo del numero in calo. Ebbene, sempre secondo Skuola.net, oltre il 30% di chi non sosterrà il test spiega di aver rinunciato proprio perché è a ridosso della Maturità. Per questo il 60% degli intervistati avanza una proposta: riportare i test a Settembre. Anche perché uno su due tra coloro che si cimenteranno con le prove d’accesso all’università confessa che i voti a scuola sono calati a causa dello sforzo dedicato a prepararle.

Anche per questo, le associazioni studentesche avvertono che saranno davanti agli atenei per vigilare. E quest’anno oltre a distribuire la guida in cui viene spiegato nel dettaglio cosa deve accadere e cosa non deve accadere in aula, Udu e Rete lanciano una App per smartphone con la quale, oltre a trovare la guida in formato web, è possibile inviare subito le segnalazioni di eventuali comportamenti sospetti.

Gianluca Scuccimarra, coordinatore Udu, ricorda che verranno distribuite le “guide al test sicuro affinché gli studenti siano coscienti di cosa debba o non debba accadere in aula, in modo da poter segnalare qualsiasi irregolarità. Partire da un test in sicurezza è l’unico modo per smontare tassello per tassello il sistema del numero chiuso: basti pensare che non c’è mai stato un anno in cui non vi fossero domande scorrette o violazioni dell’anonimato”.