Si è svolto oggi, mercoledì 16 settembre, alle 15, il question time in diretta dall’Aula di Montecitorio. In particolare, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha risposto ad un’interrogazione relativa al tetto di stranieri nelle classi.
Ecco cosa ha detto il ministro: “La presenza di studenti con cittadinanza non italiana nelle scuole è un fenomeno in atto da anni che è stato già oggetto di molti interventi da parte di questo governo fin da suo insediamento. Non le consento, onorevole Sasso, di parlare di carta straccia di un provvedimento di una circolare che non ho emanato io, ma è stata emanata nel 2010 e proprio perché non ha funzionato vogliamo intervenire ora”.
“L’evoluzione della composizione della popolazione scolastica impatta senza dubbio sul livello complessivo degli apprendimenti di tutti gli studenti, non solo quelli stranieri. Per questo motivo siamo già intervenuti nel 2024 per individuare la quota del 20% per classe di studenti neoarrivati in Italia, superata la quale la scuola deve assicurare un ulteriore docente incaricato al fine di recuperare il gap linguistico necessario per un’efficace integrazione dello studente straniero nella classe. Inoltre, grazie alle molteplici azioni introdotte in questi anni per sostenere le scuole collocate nei contesti di maggiore marginalità, mi riferisco in particolare ad Agenda Nord, oltre che Agenda Sud, sono state intraprese azioni mirate per sostenere percorsi personalizzati di recupero degli apprendimenti di studenti stranieri interessati da situazione di fragilità educativa”.
“L’efficacia di questi interventi conferma l’esigenza di favorire ora un’equilibrata distribuzione degli studenti con cittadinanza non italiana che abbiano difficoltà linguistiche tra le classi o, laddove risulti necessario, tra le diverse istituzioni scolastiche. Tale indicazione è resa necessaria proprio dal fallimento della circolare, dalla non applicazione, più che fallimento, dalla non applicazione della circolare del 2010, dunque non di Valditara. Dopo avere analizzato le ragioni di questa mancata attuazione, siamo arrivati al convincimento, da me più volte esplicitato nei passati mesi di un intervento legislativo che non si limiti semplicemente a rendere cogenti i criteri di composizione delle classi, quanto a conferire agli uffici scolastici regionali strumenti concreti ed efficaci di coordinamento con le istituzioni scolastiche per adottare le misure organizzative necessarie a garantire un’equilibrata distribuzione degli studenti con cittadinanza non italiana nel rispetto delle autonomie scolastiche e della libertà di scelta delle famiglie e del diritto allo studio”.