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16.09.2026

Nuove Indicazioni Nazionali primo ciclo, al via piano di formazione. Valditara: “Chiedo a docenti e ds di viverle come una grande opportunità”

Oggi, 16 settembre, Il Ministro dell’Istruzione e del Merito presenta il piano formativo dedicato alle Nuove Indicazioni nazionali 2025 e avvia un percorso di orientamento e accompagnamento volto a sostenere le istituzioni scolastiche nella traduzione del nuovo quadro pedagogico, metodologico e culturale in concrete pratiche didattiche. I destinatari sono i dirigenti scolastici, i dirigenti tecnici e i docenti della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.

A presenziare il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Ecco il suo discorso: “Oggi diamo avvio ad un corso di formazione, è l’inizio di una fase essenziale. Abbiamo bisogna far conoscere, far comprendere le Nuove Indicazioni, si passa all’attuazione concreta”.

“I recenti risultati Ocse dimostrano che la scuola italiana è molto meglio di come viene rappresentata. Ha una sua solidità di fondo, e si colloca ora in un contesto difficile a livello internazionale al di sopra della media Ocse in tutte le materie testate”.

“Quindi è stata sconfitta la narrazione dell”ultimismo’, che ha avuto un evidente intento politico per attaccare il Governo di turno. Questa narrazione però offendeva la scuola italiana tutta. Ci sono problemi che indubbiamente devono essere affrontati. Bisogna agire anche sul contesto sociale, non a caso abbiamo attivato Agenda Sud e Nord”.

“Noi abbiamo sempre creduto nel valore della scuola italiana, i docenti fanno un lavoro straordinario, gli Ata esprimono professionalità anche se spesso non sono considerati. Dobbiamo migliorare un po’ gli apprendimenti. Ora però grazie alla sostanziale tenuta del sistema scolastico abbiamo anche la straordinaria occasione per scalare ancora di più le vette a livello nazionale. Lo stiamo facendo con il 4+2. A novembre renderemo noti gli esiti di questo percorso, che è guardato sempre più come modello. Stiamo diventando un modello anche per Agenda Sud”.

“La stessa cosa con il modello inclusivo del sostegno. Altro che classi separate che qualcuno propone. Vogliamo diventare un riferimento mondiale per la qualità della formazione. Sono certo che la scuola italiana può farlo. Per questo abbiamo voluto le Nuove Indicazioni Nazionali, per mettere al centro la persona e riconoscere l’unicità di ogni studente”.

“Una scuola che sa sostenere le fragilità ma sa sostenere anche le abilità, le potenzialità di ciascuno, non una scuola che vuole portare tutti allo stesso livello. Una scuola capace di creare le condizioni affinché ogni studente possa dare il massimo di ciò che dentro di sè. La scuola del merito consente a ognuno di dare il meglio di sé con l’impegno. La centralità della persona si accompagna al valore della conoscenza”.

“Ho insistito molto per il ritorno della grammatica e della sintassi, contro l’idea dello spontaneismo espressivo. Poesie a memoria, corsivo, riassunti, calligrafia; vogliamo anche che ogni alunno uscendo dal primo ciclo sappia riconoscere le radici della nostra civiltà. E poi, ancora, la rivoluzione della matematica, partendo dall’osservazione della realtà”.

“La scuola deve promuovere il rispetto, relazioni equilibrate. Ho voluto che quest’anno scolastico sia dedicato al rispetto. La scuola deve promuovere l’autorevolezza dei docenti e valorizzare il dialogo tra famiglia e scuola, dove ognuno si senta bene. Rivolgo un appello a tutti i dirigenti degli Usr: sostenete la disseminazione di questo percorso formativo. Devono essere valorizzati i docenti che abbiano esperienze particolari per attuare queste Indicazioni. La loro attuazione non deve essere affidata ad una comunicazione dall’alto, deve essere una comunicazione condivisa, che parta dal dialogo. Il Ministero è al fianco vostro, a chi dovrà attuare questa vera e propria rivoluzione. Chiedo ai dirigenti e ai docenti di vivere questa proposta come una grande opportunità di studio, le Nuove Indicazioni ci affidano una responsabilità comune, quella che nessuno dei nostri giovani rimanga indietro”.

Le novità

Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, sono entrate in vigore dal 1° settembre 2026. Ecco una lista sintetica delle principali novità con cui dovranno confrontarsi i docenti quest’anno:

  1. Latino alle medie;
  2. Stimolo a usare il corsivo e la scrittura manuale;
  3. Introduzione di pensiero computazionale e Intelligenza artificiale;
  4. Ripristino centralità della grammatica;
  5. Poesie a memoria;
  6. Importanza della geografia di base;
  7. Educazione all’empatia;
  8. Bibbia tra i testi consigliati alla primaria.

1. Latino alle medie

L’insegnamento opzionale del latino per l’educazione linguistica (LEL) può essere avviato a partire dalle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado. Questa disciplina mira a stimolare la logica, a far comprendere più a fondo le fondamenta grammaticali dell’italiano e ad avvicinare gli alunni alla comprensione storica della civiltà europea. Si propone come una risorsa per il confronto interlinguistico e interdisciplinare, integrandosi con lo studio di altre materie.

2. Stimolo a usare il corsivo e la scrittura manuale

Nel primo ciclo d’istruzione, l’apprendimento della scrittura a mano — con particolare riferimento al corsivo e alla calligrafia — riveste un ruolo pedagogico e umanistico cruciale. Questa pratica aiuta a sviluppare la coordinazione oculo-manuale, favorisce l’attenzione al dettaglio e allontana i bambini dal sovraccarico degli schermi digitali. Pur convivendo armoniosamente con le tecnologie, la scrittura manuale corsiva è considerata un esercizio insostituibile per strutturare il pensiero e concettualizzare.

3. Introduzione di pensiero computazionale e Intelligenza artificiale

L’informatica viene introdotta fin dalla scuola primaria per fornire agli alunni i concetti scientifici alla base del mondo digitale, come il funzionamento degli algoritmi e la codifica dei dati. L’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali devono essere integrate con prudenza e spirito critico, sotto la costante mediazione relazionale dell’insegnante. Ciò assicura che gli studenti imparino a governare la tecnica in modo consapevole, tutelando la propria libertà e la privacy.

4. Ripristino centralità della grammatica

Le nuove indicazioni propongono uno studio dell’italiano che valorizza i meccanismi strutturali e le regole della sintassi, distanziandosi da una didattica incentrata solo sull’uso spontaneo della lingua. La grammatica viene rivalutata come un insieme di regole necessarie per raggiungere un’adeguata competenza comunicativa sia scritta che orale. Esprimersi con chiarezza e precisione grammaticale viene presentato agli alunni come una forma di rispetto e un vero e proprio dovere sociale.

5. Poesie a memoria

L’apprendimento delle poesie a memoria viene fortemente raccomandato poiché, come confermato da evidenze neuroscientifiche, allena l’attenzione, la concentrazione e la memoria a breve e lungo termine. Questo esercizio non si limita a un puro sforzo mnemonico, ma stimola attivamente la sensibilità estetica degli alunni e ne arricchisce il vocabolario. Inoltre, permette di apprezzare pienamente il ritmo, le figure di suono e la musicalità insiti nella lingua italiana.

6. Importanza della geografia di base

La geografia di base è considerata fondamentale per la formazione di una cittadinanza attiva, poiché permette agli alunni di collocare nello spazio fisico e sociale i luoghi della propria identità. Le indicazioni prevedono che gli studenti acquisiscano la conoscenza dei principali dati geografici d’Italia (regioni, città, mari, monti, fiumi e laghi). Questo orientamento di base, partendo dal contesto locale, si allarga poi gradualmente alle scale geografiche europea e mondiale.

7. Educazione all’empatia

La scuola è chiamata a promuovere un’educazione del cuore incentrata sull’empatia, sulla gestione costruttiva dei conflitti e sul rispetto della persona. Questo profondo lavoro relazionale e preventivo aiuta gli studenti a comprendersi nella complementarità delle differenze, decostruendo gli stereotipi e contrastando la violenza. Tutte le discipline scolastiche e i diversi metodi didattici fungono da alleati per far sperimentare sentimenti positivi come la fiducia e la gentilezza.

8. Introduzione della Bibbia

Nelle Indicazioni nazionali per il programma di storia del primo e secondo anno della scuola primaria, è previsto lo studio di personaggi e vicende ricavati dalla Bibbia, proposti in una forma molto semplificata. Questa introduzione, presentata insieme alle narrazioni dell’Iliade, dell’Odissea e dell’Eneide, ha l’obiettivo di far scoprire e comprendere ai giovanissimi studenti le radici fondative della cultura occidentale

La funzione del docente

Ecco cosa si dice nel testo in merito al ruolo del docente: “Troppo spesso si dimentica che un insegnante è magis (da cui magister) ‘di più’, e che può essere volano del desiderio di apprendere di un allievo. Come tale, egli può diventare un punto di riferimento essenziale del percorso di formazione dello studente.
L’allievo, infatti, è animato dal desiderio di imparare e sceglie una guida che sappia stimolarlo in tale direzione. E la funzione di ‘guida’ assunta dal ‘magister’ è fondamentale affinché il desiderio
dell’allievo si orienti verso le esperienze e i contenuti del curricolo. L’espressione Magister vuole sottolineare l’autorevolezza ritrovata della figura del docente. È questo il presupposto essenziale per poter svolgere quella funzione di valorizzazione dei talenti di ogni giovane che è propria di una scuola che metta realmente al centro la persona dello studente.

La dimensione educativa di una scuola è peraltro immediatamente riconoscibile dall’impegno che insegnanti, dirigenti e personale ATA – con spirito di collegialità – svolgono quotidianamente al servizio degli studenti nel capire stili e orientamenti delle famiglie valorizzando, attraverso il dialogo, esperienze di comprensione e di accoglienza”.

Dalla quantità alla qualità

Il cambiamento più profondo riguarda l’approccio ai programmi. Se nel 2012 si puntava su un vasto scenario di stimoli culturali, il 2025 adotta il motto latino “Non multa, sed multum”.

  • 2012: focalizzazione su una “scuola di tutti e di ciascuno” con una forte enfasi sull’acquisizione di competenze-chiave europee basate sulla raccomandazione del 2006.
  • 2018: la cittadinanza diventa lo “sfondo integratore” di tutto il curricolo; ogni materia deve concorrere a formare cittadini consapevoli e responsabili verso il pianeta
  • 2025: richiesta di essenzializzazione. Non occorre insegnare “tante cose”, ma approfondire “conoscenze essenziali” per evitare la frammentazione del sapere e l’ansia del tempo. L’insegnante non è più solo un facilitatore, ma un “Maestro” e un “Curriculum Maker” che decide cosa è davvero rilevante.

Il confronto col 2012

Mentre nel 2012 le tecnologie erano viste come una “rivoluzione epocale” per l’accesso alle informazioni, oggi il focus si sposta sull’intelligenza artificiale.

  • 2012: diffusione delle tecnologie di comunicazione (TIC) come opportunità per esplorare le discipline.
  • 2025: introduzione dell’Intelligenza Artificiale con un richiamo alla prudenza. La scuola deve formare un pensiero critico capace di valutare l’IA, usandola in modo “ancillare” e mai sostitutivo della mediazione umana.

Il nuovo documento rivoluziona l’area scientifica con l’Istruzione integrata STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica).

  • 2012: discipline separate con traguardi specifici per Matematica, Scienze e Tecnologia.
  • 2018: introduce ufficialmente il pensiero computazionale non solo come programmazione, ma come processo logico-creativo per risolvere problemi in ogni ambito.
  • 2025: approccio interdisciplinare per superare la frammentazione. La grande novità è l’Informatica, che entra come disciplina trasversale fin dalla scuola primaria per insegnare il pensiero computazionale e gli algoritmi non solo come uso di strumenti, ma come logica di risoluzione dei problemi.

In controtendenza con la digitalizzazione estrema, il 2025 riscopre i pilastri della cultura classica e manuale.

  • Latino (LEL): viene introdotto il “Latino per l’educazione linguistica” nella scuola secondaria di primo grado per rafforzare la padronanza dell’italiano e la comprensione delle radici europee.
  • Scrittura manuale: mentre il 2012 citava genericamente la scrittura, il 2025 difende con forza la scrittura manuale e il corsivo, considerandoli strumenti cognitivi insostituibili per affinare il pensiero e allontanare i bambini dagli schermi.

Il testo

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