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Tfa presso le Università telematiche: il Consiglio di Stato dice no

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Le Università telematiche non possono realizzare i Tirocini formativi attivi.

A questa conclusione è giunto il Consiglio di Stato che, con ordinanza cautelare n. 653 dell’11 febbraio 2015, è intervenuto nel merito del ricorso presentato dal Comitato di Coordinamento regionale delle università campane contro l’Università telematica Pegaso per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tar del Lazio n. 6299/2014, concernente l’esclusione di UniPegaso dall’elenco delle istituzioni accademiche deputate ad istituire i percorsi di TFA per l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado per l’a.a. 2014/2115.

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Ricordiamo che il Tar del Lazio aveva riammesso tra le sedi che possono erogare i TFA l’Università telematica Pegaso, inizialmente esclusa.

Il Consiglio di Stato ribalta però la decisione: il tirocinio formativo attivo comprende l’espletamento di attività che necessariamente presuppongono la presenza fisica dei partecipanti mediante la partecipazione a laboratori e attività presso istituzioni scolastiche, attività che evidentemente non possono essere soddisfatte in via telematica.

E considerato che l’appellante Università telematica Pegaso non risulta aver proposto alcuna modalità concreta per soddisfare tali necessari effettivi adempimenti, il Consiglio di Stato accoglie l’istanza cautelare Comitato di Coordinamento regionale delle università campane e per l’effetto sospende l’esecuzione della sentenza impugnata.

Un boccone amaro per l’Università Pegaso e, di conseguenza, anche le altre università telematiche, che restano pertanto estromesse (per ora) dall’elenco delle università che possono offrire i percorsi del tirocinio formativo attivo.

La vicenda però non si conclude qui: infatti, il Consiglio di Stato scrive che “la fissazione dell’udienza di merito davanti al Tribunale amministrativo per il 18 giugno 2015 non priva l’interesse degli appellanti alla invocata cautela, anche in considerazione dell’esigenza di tutelare i soggetti indotti, nelle more, ad iscriversi all’università telematica”. Questo vuol dire che il prossimo 18 giugno la sentenza di merito del Tar del Lazio ci sarà e, se accoglierà il ricorso della UniPegaso, la decisione sarà valida eventualmente per un terzo ciclo dei TFA. Intanto, però, vale la decisione del Consiglio di Stato.