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Tfa, sempre le solite (tante) incertezze

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La faq n. 11 pubblicata sul sito del Cineca (vedi notizia) dice: “la scelta della Regione effettuata in fase di iscrizione al test è vincolante per le fasi successive. Nel caso di mancata istituzione dei percorsi per la relativa classe di concorso, i candidati che hanno superato il test preliminare potranno optare per un’altra regione”.

In sostanza, se le Università della regione non dovessero attivare i Tfa per la classe di concorso interessata, i candidati dovranno spostarsi e seguire i corsi in un’altra regione. Ancora una volta, dunque, ci si iscrive ad un test, si paga il relativo contributo, senza avere la certezza di poter frequentare il relativo corso nella regione in cui si richiede di poterli seguire. Un disagio notevole, questo, per i docenti interessati.

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Altra incertezza riguarda i costi di iscrizione ai Tfa; l’unico Ateneo che finora si è espresso in tal senso è l’Università della Valle d’Aosta (che ha anche comunicato i corsi che attiverà – vai alla notizia). Sul sito si legge “L’importo delle tasse e dei contributi a carico degli studenti sarà successivamente determinato, comunque, in misura non superiore a euro 3.500,00”.

Infine, un ultimo dubbio: la faq del Cineca n. 16 riporta che “È possibile effettuare il pagamento anche successivamente alla scadenza del termine per la presentazione della domanda di partecipazione al test (16 giugno) fino al giorno precedente allo svolgimento del test preliminare.” Considerato che le singole Università destinatarie del contributo hanno segnalato scadenze ben precise per il versamento (vedi tabella), consigliamo di tenere come riferimento queste date.