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Torna l’educazione civica, alla Camera tutti d’accordo ma l’ora in più non c’è

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L’aula della Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge che reintroduce l’educazione civica come materia obbligatoria nella scuola primaria e secondaria: i voti a favore, espressi nel pomeriggio del 2 maggio, sono stati 451, nessuno contrario, appena 3 gli astenuti. La proposta di legge approvata a Montecitorio in modo quasi unanime, passa ora all’esame del Senato.

Capitanio (Lega): ci saranno33 ore annuali, voto in pagella e valutazione

Secondo il deputato leghista Massimiliano Capitanio, primo firmatario della proposta di legge, è stata “una bellissima giornata”, perché “sono stati accolti i contributi di tutti. Il merito della Lega è che in meno di un anno rispetto ai buoni propositi delle passate legislature siamo passati dalle parole ai fatti”.

“I ministri Bussetti e Salvini hanno voluto l’educazione civica come priorità dell’insegnamento. Ci saranno 33 ore annuali, voto in pagella e valutazione finale”, ha tenuto a dire il deputato del Carroccio.

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Il ministro Bussetti: promessa mantenuta

A commentare l’avvenuta approvazione, che ora passa al vaglio di Palazzo Madama, è stato anche il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti: su twitter, il titolare del Miur ha scritto che “torna l’Educazione Civica a scuola. La Camera ha approvato oggi la proposta di legge che la Lega ha voluto e sostenuto con forza. Perché la legalità, il rispetto, le regole della convivenza si imparano a partire dai banchi di scuola. Dalle parole ai fatti, promessa mantenuta”.

Il vicepremier Salvini: vita concreta contro inutili polemiche

Molto soddisfatto per il sì unanime si dice anche il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini: “Festeggio l’approvazione del ritorno dell’educazione civica in classe. Vita concreta contro inutili polemiche”.

“Il prossimo passo sarà, fra due settimane, il sì alla legge per le telecamere obbligatorie in asili e case di riposo”, tiene a dire il leader leghista.

Ascani (Pd): Salvini si legga la legge

Il problema, replica la deputata Pd Anna Ascani, capogruppo dem in Commissione cultura a Montecitorio, è che anche se la proposta di legge per reintrodurre l’educazione civica a scuola “è un punto d’arrivo di un lavoro fatto insieme, cosa non comune in quest’Aula”, c’è da dire che “la Lega, che aveva promesso un’ora di educazione civica con un insegnante, ma un’ora in più non c’è”.

“Se il ministro Salvini vuole rivendicare l’importanza di questa proposta se la legga, perché l’ora in più in questa proposta non c’è”, ha detto la dem.

“I soldi che servono, secondo noi insufficienti, si prendono dalla tanta vituperata ‘Buona Scuola’. La cosa più importante, è che la politica dia esempi, non come il ministro (dell’Interno Matteo Salvini, ndr) che espone due minorenni che lo contestano al pubblico ludibrio sui social o chiede ‘cosa fareste a Laura Boldrini in auto?'”, ha concluso Ascani.

L’ex ministra Gelmini: fu il Governo Berlusconi a volere Cittadinanza e Costituzione

Maria Stella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia ed ex ministro dell’Istruzione, ricorda “con orgoglio che è stato il Governo Berlusconi, nel 2008, a introdurre l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione. In questi undici anni molte cose sono cambiate, ma siamo convinti, oggi come allora, della validità di quella scelta e della necessità di ampliare quell’impostazione per far fronte alle sfide di oggi e di domani”.

“Pensiamo a come la rete, i social network, i telefonini hanno cambiato e stanno cambiando ogni giorno la vita e il processo formativo dei nostri ragazzi, pensiamo ai rischi e alle potenzialità che derivano da questo rapidissimo sviluppo. Per formare i cittadini di domani abbiamo bisogno di un ancoraggio solido e siamo convinti che la valenza pedagogica dei principi della nostra Carta Costituzionale sia perfettamente intatta e attuale”

“Noi non vogliamo che i ragazzi imparino a memoria le singole disposizioni della Carta; vogliamo – ha concluso Gelmini – che si riconoscano nei suoi principi e che li applichino nella loro vita quotidiana, nel loro rapporto con coetanei e adulti, perché possano essere cittadini pienamente consapevoli”.