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13.04.2026

Troppi docenti di sostegno precari, in Sicilia aumentano i posti in deroga: e la continuità didattica?

Troppi insegnanti di sostegno precari, è allarme in Sicilia: a darlo La Repubblica, che ha analizzato l’ultimo decreto che assegna alle scuole nuove risorse d’organico per l’anno scolastico in corso, firmato lo scorso 2 aprile.

I dati

Il decreto mette a disposizione delle scuole siciliane altri 268 posti che si aggiungono a quelli dell’organico di diritto e ai posti assegnati “in deroga” allo stesso a partire dallo scorso mese di luglio. Al momento i posti in deroga superano quelli stabili e rappresentano il 55,6% dei 31.841 posti funzionanti in questo momento in Sicilia.

Insomma, troppi insegnanti precari che cambiano spesso cattedra e scuola. A Palermo e provincia, la situazione è particolarmente delicata: degli 8.733 posti di sostegno attivati ben 5.271 sono precari, più del 60%.

Quanti sono i docenti di sostegno in Italia

Nel dettaglio, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, “sono 246mila gli insegnanti per il sostegno impiegati nelle scuole italiane, oltre 235mila nella scuola statale (fonte MIM) e circa 11mila nella scuola non statale (fonte Istat)”. Rispetto all’anno precedente si registra “un incremento complessivo dell’8,2%”, con un rapporto alunno-insegnante “pari a 1,4 nella scuola statale (fonte MIM) e a 1,7 nella scuola non statale (fonte Istat)”. Un dato, osserva Istat, “migliore di quello previsto dalla Legge 244/2007, che raccomanda un rapporto di due alunni per docente“.

Ricordiamo che, per farci un’idea, in Italia, nell’anno scolastico 2023/2024, circa il 27% dei docenti di sostegno è stato selezionato dalle graduatorie provinciali di supplenza (GPS)“sono cioè docenti che non hanno una formazione specifica per supportare l’alunno con disabilità e che vengono utilizzati per far fronte alla carenza di figure specializzate“. A metterlo nero su bianco è l’Istat, nell’ultimo rapporto sull’inclusione scolastica, pubblicato nella primavera di quest’anno. Una situazione segnalata più volte da La Tecnica della Scuola, che nonostante l’aumento dei docenti abilitati è ancora molto diffusa.

Dati in miglioramento (ma il Nord fa ancora fatica)

Dati in miglioramento, insomma: per quanto riguarda il ricorso alle GPS il fenomeno, osserva Istat, è in diminuzione. “Rispetto all’anno precedente, la quota di docenti non specializzati è diminuita dal 30% al 27%, confermando un andamento decrescente che si osserva già a partire dall’anno scolastico 2019-2020″. Allo stesso tempo, però, “è ancora molto frequente nelle regioni del Nord, dove la quota di insegnanti curricolari che svolge attività di sostegno si attesta al 38%, a fronte del 13% nelle scuole del Mezzogiorno”. Un Paese spaccato a metà, insomma.

Quali scuole fanno ricorso alle graduatorie GPS

Il ricorso a figure non specializzate, scrivono ancora i tecnici Istat, “è più diffuso nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie (31%), mentre si riduce nelle scuole secondarie di secondo grado (18%)”. L’Istituto segnala anche “un ritardo nell’assegnazione degli insegnanti: a un mese dall’inizio della scuola, circa l’11% degli insegnanti per il sostegno non è stato ancora assegnato”. Un problema che per gli esperti si verifica più spesso “nelle scuole dell’infanzia (16%)”, mentre risulta inferiore al valore nazionale “nelle scuole secondarie di secondo grado (8%)”.

Oltre metà degli studenti con disabilità senza continuità

Strettamente connesso il tema della continuità didattica, particolarmente importante per gli alunni con disabilità. “Più di uno studente su due (il 57% degli alunni con disabilità) ha cambiato insegnante per il sostegno rispetto all’anno precedente, quota che sale al 61% nelle secondarie di primo grado e raggiunge il 69% nelle scuole dell’infanzia“. Una quota non trascurabile, inoltre, “ha cambiato insegnante per il sostegno nel corso dell’anno scolastico (8,4%)”, un fenomeno per cui “non si riscontrano differenze significative sul territorio e tra gli ordini scolastici”.

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