Il direttore della Tecnica della Scuola Alessandro Giuliani è intervenuto nuovamente ai microfoni di Sestarete per parlare dello stato di salute della scuola.
“Negli ultimi anni sono state accelerate le procedure di assunzione, parliamo di un numero alto, si parla di 200mila posti. Le cose vanno un po’ meglio da questo punto di vista, tranne alcuni casi che ancora non sono risolti”, ha esordito Giuliani.
“Detto questo le problematiche ci sono: i concorsi Pnrr non sono riusciti a risolvere il problema della supplentite. La categoria si trova ad affrontare le nuove generazioni, sempre più oppositive. Non è facile far rispettare il divieto di cellulare. Uno dei problemi più importanti di quest’anno è quello dei fuorisede, che a causa del caro affitti e dell’inflazione e del caro benzina, in alcuni casi hanno rifiutato l’incarico, cosa che comporta una sanzione, si rimane esclusi dalle chiamate per due anni nelle Gps”.
“Quanto si resta precari? Ci sono ragazzi neolaureati che hanno tentato i concorsi Pnrr che si sono ritrovati in cattedra di ruolo a 24 anni. C’è chi rimane in lista d’attesa anche vent’anni, dipende molto dal tipo di percorso che si affronta e dalla classe di concorso”, ha aggiunto.
Ecco cosa si potrebbe fare, secondo Giuliani, per risolvere, almeno in parte, il problema del precariato: “Stringere gli accessi eleverebbe la qualità dell’insegnamento, selezionando chi sceglie la professione per vocazione e valutando competenze fondamentali come l’empatia e la capacità di applicare didattiche personalizzate. Tuttavia, restano ogni anno 200.000 posti vacanti che devono essere coperti da supplenti”.
“Per risolvere la situazione è necessario svuotare le graduatorie, ad esempio attraverso l’introduzione del doppio canale di reclutamento, assumendo direttamente dalle GPS laddove manchino i vincitori di concorso. In prospettiva futura, una maggiore selezione e un maggior rigore nella scelta degli insegnanti rappresentano la strada corretta”, ha concluso.