Maturità 2026: manca una settimana al via agli esami finali della scuola secondaria di secondo grado. Il 18 giugno, infatti, ci sarà la prima prova, lo scritto d’italiano. Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? A spiegarlo, ai microfoni di Tgr Sicilia, il direttore della Tecnica della Scuola Alessandro Giuliani.
“All’esame orale non ci sarà più tolleranza per chi vorrà portare avanti la protesta della scena muta. Tra le novità c’è una maggiore considerazione del cosiddetto pensiero critico”, ha affermato.
Infine, il direttore si è concentrato sulla contraddizione in merito ai tanti 100 e 100 e lode alla Maturità nel Mezzogiorno: “Sull’alto numero di studenti del Sud, in particolare in Sicilia e Calabria a conseguire punteggi molto alti va fatta una considerazione: sono gli stessi territori in cui, secondo i dati INVALSI e Ocse Pisa, le competenze sono più basse”.
Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? Ecco una piccola guida:
Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due interni, due esterni e il presidente esterno.
Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.
Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.
Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.
Inoltre, c’è un nuovo indicatore nella griglia del colloquio, d’ora in poi: si tratta del “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”.
L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.