Per Tutti a scuola, il programma di Rai Uno per l’inaugurazione del nuovo anno scolastico, sul palco il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Ecco le sue parole: “Il nuovo anno scolastico è all’avvio, cambiano i ritmi della vita dopo l’estate. Potrebbe sembrare un ritorno, ma è un nuovo inizio. Un saluto speciale ai ragazzi delle prime classi. Nuove realtà ed emozioni vi attendono. Il nuovo inizio riguarda anche docenti e famiglie. La scuola produce futuro, forma cittadini consapevoli, prepara alla vita, alle professioni”.
“Il ritmo così veloce della società richiede disposizione al cambiamento. L’innovazione tecnologica ci fornisce possibilità ma anche incognite. I giovani che frequentano le scuole sono nati nell’era del digitale, ed è una grande sfida per gli insegnanti. Tanti ragazzi, come Carlo Acutis, sanno che è importante usare le tecnologie, e non essere usati. Occorre adoperarsi affinché ogni ragazzo possa costruire una capacità critica, per scegliere, avere autonomia, non essere copia di altri, e sentirsi inimitabile”.
“Un altro valore della scuola è costruire una comunità. Insieme si sperimenta la vita. L’assenza di questi elementi fa crescere disagio. L’IA sta alzando la soglia di questa sfida. Lo studio, i compiti, il pensiero stesso, sono messi alla prova. La tentazione della scorciatoia porta alla povertà culturale, da strumento può trasformarsi in potere verso chi la adopera. Il nostro modo di acquisire nozioni si accresce, si tratta di un’opportunità preziosa, ma a patto di sfidarla. Non si può tradurre in manipolazione della realtà”.
“Internet è al servizio dell’intelligenza umana. La scuola è il luogo dell’apertura, dell’inclusione, della scoperta, che permette di promuovere il progresso, dove si valorizzano i talenti di ciascuno, in cui deve prevalere il rispetto. Le scuole in ogni parte del mondo sono segno di speranza. La scuola deve essere il luogo in cui ogni forma di violenza deve essere bandita. I docenti fanno molto anche a volte in condizioni difficili, per sottrarre i ragazzi a essa. I docenti e i dirigenti scolastici non vanno lasciati soli. A volte la violenza è meno evidente. La violenza della prepotenza, del bullismo, che denigra, emargina. I social spesso sono usati come armi. Il bullismo va contrastato con tenacia. Tanti giovani sanno che il sopruso non è forza ma vigliaccheria”.
“Occorre impegnarsi affinché la scuola sia ovunque. Tutti vanno coinvolti e inclusi. Ai docenti che dispiegano il loro impegno appassionato nella scuola, va il ringraziamento, grazie a tutto il personale. Le famiglie sono chiamate a costruire anno per anno un rapporto di fiducia con gli insegnanti, nella comune opera educativa. Bisogna gettare seme buono, seme valido. La scuola è una seminatrice. Buona scuola a tutti”.