La UIL Scuola di Modena denuncia una situazione che sta coinvolgendo gli uffici scolastici regionali: le istanze formali e le segnalazioni documentate inviate agli Usr ricevono, nella migliore delle ipotesi, un numero di protocollo. Poi il silenzio. Un silenzio che, secondo il sindacato, non è mai una scelta neutra ma una vera e propria inadempienza istituzionale.
Il responsabile territoriale della UIL Scuola di Modena è netto: “Non chiediamo che ogni richiesta venga accolta, ma pretendiamo risposte chiare e motivate. Una risposta negativa, se argomentata, è comunque una risposta. Il silenzio, invece, è una sottrazione di responsabilità”. Il problema, sottolinea, riguarda le situazioni più delicate: in alcuni casi le segnalazioni erano accompagnate da documenti e testimonianze con possibili profili di rilevanza penale, eppure tutto si è risolto con un protocollo e nessuna presa di posizione. Il silenzio istituzionale, avverte il sindacato, costringe i lavoratori a ricorrere a diffide, accessi agli atti o azioni giudiziarie per ottenere chiarimenti che avrebbero potuto essere forniti in anticipo. Sulla stessa linea il segretario regionale della UIL Scuola Emilia-Romagna: “Se chi governa la scuola può ignorare richieste formali, cosa accadrebbe se docenti e personale ATA iniziassero a non rispondere all’utenza? Questi principi devono valere per tutti, a partire da chi dirige”. Il sindacato chiede all’USR Emilia-Romagna e all’Ambito Territoriale di Modena un cambio di passo immediato: a ogni istanza deve seguire un riscontro puntuale, nel rispetto dei tempi previsti.