Sono un’insegnante di scuola primaria di Brescia. Circa un mese fa, a metà agosto, ho scritto un breve messaggio a colleghi con cui ero in contatto per cercare di coinvolgere il mondo della scuola rispetto alla tragedia del popolo Palestinese.
L’ho fatto perché di fronte a un simile massacro mi sentivo, e mi sento tuttora, angosciata e impotente. Non posso pensare di iniziare la scuola come se niente stesse accadendo, di ritrovare i miei alunni allegri, fiduciosi e giocosi, come dovrebbero essere tutti i bambini e i ragazzi del mondo, senza pensare ai bambini e alle bambine di Gaza. So benissimo che ci sono altre guerre crudeli ed ingiuste nel mondo, e che anche lì ci sono vittime civili, ma Gaza è un’altra cosa: a Gaza è evidente la volontà di cancellare un popolo, sterminandone proprio i bambini, che sono il futuro di ogni popolo, dell’umanità intera.
Noi ci occupiamo di bambine/i, di ragazze/i, cerchiamo di trasmettere loro valori e speranze. Il nostro mestiere è far crescere con cura le donne e gli uomini del domani. Come possiamo dedicarci a tutto ciò sapendo che ci sono famiglie, bambine e bambini che vengono intenzionalmente uccisi, lasciati morire di fame e di sete? Come possiamo insegnare il rispetto della legalità ed educare alla Pace sapendo che il nostro paese è complice di simili atrocità?
Mi sono rivolta al mondo della scuola e dell’educazione per chiedere di mobilitarci tutti insieme per affermare con forza il nostro dissenso, per prendere posizione, scioperare per opporci al genocidio in atto, alzare la voce.
Il mio messaggio è stato ascoltato e accolto da tantissimi insegnanti, educatrici, educatori, genitori, studenti ed ora, in poche settimane, si è creato un gruppo nazionale con più di tremila iscritti che hanno deciso di proporre iniziative nelle loro scuole.
Tutte persone che, come me, non possono più tollerare simili atrocità e chiedono con forza al governo italiano di prendere posizione chiara e agire concretamente per fermare il governo israeliano e ai sindacati di indire urgentemente uno sciopero unitario per denunciare il genocidio in corso.
E’ un gruppo informale, lo abbiamo chiamato “Docenti, educatrici, educatori per il rispetto dei diritti umani in Palestina”. Abbiamo prodotto un documento che ha raccolto in dieci giorni più di 19.000 firme, e altre ne stanno ancora arrivando. Abbiamo bisogno di raccogliere tantissime adesioni per essere ascoltati nelle nostre richieste, data la drammaticità della situazione.
Consegneremo queste firme a Governo, Uffici Scolastici, partiti e sindacati.
Le chiediamo se ci può aiutare a diffondere la nostra lettera e il link per sottoscriverla.È urgente farci sentire dal nostro Governo e dal nostro Parlamento per cercare di difendere, proteggere, salvare la popolazione, le bambine e i bambini di Gaza.
In un momento così buio e drammatico della storia dell’umanità è necessario che la società civile intera si unisca e si muova per difendere i diritti del popolo Palestinese.
Link all’appello da firmare: https://forms.gle/WGQvQ4156ceMFEoL7
Emanuela De Rocco